Rassegna storica del Risorgimento
GUERRA DEL 1848-1849
anno
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1971
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pagina
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232
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233 Paolo Emilio 'Faggioni
notizie storiche verranno esposte, quali già vennero ufficialmente riferite in Congresso, lasciando poi ad altra penna dì fare maggiori commenti e quelle critiche osservazioni, meritevoli di essere ponderate. Si deve qui ancora premettere, che la cacciata degli Austriaci da Milano fu tutta opera della stessa Rivoluzione dei Milanesi e del felice esito dei loro combattimenti nelle cinque giornate dal 18 al 22 di marzo, per le quali rimandiamo il lettore al Bollettino storico della Rivoluzione di Milano di Marzo 1848 compilato giornalmente da un Cittadino abitante sul Corso di Porta Romana, stampato alla libreria Visai li 23 Marza 1848y nella quale Relazione è detto: 1. Che fin dal 17 marzo essendosi sparsa in Milano la notizia della rivoluzione di Vienna del 13, tutta la popolazione no fu entusiasmata al segno che essendosi il 18 marzo pubbli* calo, die l'Imperatore d'Austria era disposto a dare nuove riforme governative pel Regno Lombardo-Veneto, le quali però non sarebbero in vigore che dal giorno 3 luglio prossimo, la popolazione fu indignata di queste nuove dilazioni, a cui non prestava più fede. Quindi convocatasi sotto la presidenza del podestà Casali, cogli assessori municipali, e scortata da monsignor Arcivescovo, la popolazione si diresse al Governo, ma non avendo avuto dal vice presidente di esso una soddisfacente risposta alla loro domanda formulata prima, lo con* dussero via prigioniero, e si proclamò una reggenza provvisoria, essendo allora assenti da Milano il Vieéré ed il Governatore. Piantata la bandiera tricolore sul balcone del palazzo del Governo, la popolazione si portava al Broletto (palazzo municipale) per ivi costituire una Guardia civica. Ma essendo stato quel palazzo occupato militarmente dai Croati, che vi fecero da 300 prigionieri fra i cittadini ivi raccolti, questi furono condotti in Castello. Dopo di che le truppe austriache invasero la città. Allora la popolazione esacerbala da tale atto, costruì le barricate in ogni contrada, strappò tutte le insegne austriache dai pubblici stabilimenti, ed indi principiò quell'accanita guerra contro le truppe, che durò per cinque giorni, nella quale il popolo rimase vincitore e gli Austriaci, malgrado la più gagliarda resistenza con le fucilate, furono costretti a fuggire da Milano.
2. Non entreremo nei più minuti particolari di questa sanguinosa lotta tra popolo e truppa durante le cinque giornate, memorabili nella storia milanese; diremo solo che il maresciallo Radelzsky, per non cadere prigioniero nelle mani di quella plebe, si nascose in un sacco di biancheria sporca, e si fece trasportar fuori Milano su d'un carretto da lavandaio. Così narra quel Bollettino innanzi citato, a cui rimandiamo il benigno lettore vago di sapere ulteriori ragguagli sulle cinque giornate.
3?. II Governo provvisorio di Milano si obbligò dell'approvvigionamento dei viveri all'Esercito Sardo, tostoché questo avrebbe varcata la frontiera per entrare in Lombardia.
Dal 25 marzo principiò il movimento nostro a marcie forzate per la sue. cessiva guerra dell'Indipendenza italiana, quale apparisce dal seguente Diario, riservandoci a dare poscia un ampio sviluppo ai fatti parziali d'ogni corpo.
L. D. B.