Rassegna storica del Risorgimento

GUERRA DEL 1848-1849
anno <1971>   pagina <235>
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La campagna del 1848 235
con noi ed esservi mantenuti grassamente con gradi nell'esercito, che poi tradi­rono nel 1849, come si dirà a suo luogo (vedi la storia di Crasnowski).
5 aprile. Bozzolo. - 0 governatore austriaco di Mantova fece rompere tutte le comunicazioni esterne fra la fortezza ed i luoghi circostanti, e minare i ponti, onde impedire l'entrata alle nostre truppe e proteggere il passaggio sul Po delle loro soldatesche provenienti dal Parmigiano su Colorito. Quasi tutti i reggi mentì italiani al servizio austriaco defezionarono, ed il solo reggimento Haugwitz n. 38, rinchiuso in Mantova con altri 10.000 ungheresi, croati etc, non potè, che più tardi, disertare in massa.
N.B. Le ovazioni a Carlo Alberto per parte dei Lombardi, che dapprima lo proclamarono Re (PI tal ut, si limitarono ora ai soli Evviva a Carlo Alberto, a Pio IX, all'esercito italiano e piemontese e nulla più. Vedremo più tardi il motivo di questa soppressione di Re d'Italia. Ai Lombardi e Veneti premeva solo, che gli austriaci fossero scacciati d'Italia, per avere poscia la loro libertà e indipendenza e scegliersi poi quella forma di governo che loro piacesse, a costo di una guerra civile, come ragioneremo a suo luogo.
6 aprile. Bozzolo. 7 aprile. Asola. 8 aprile. Castiglione delle Stiviere. 9 aprile, idem. - Vi ebbero a Marcaria varii piccoli scontri fra le truppe della la Divisione (D'Arvillard) e gli Austriaci con pochi morti e feriti (vedi la Re­lazione del Generale Bava).
Nel giorno 6 aprile fu fatta in Colorno una convenzione fra gli Austriaci e lo Stato Parmense con che i primi cedevano le armi (contro pagamento per parte di quel governo provvisorio) ritirandosi essi in Germania, con patto di non più molestare quei Dominii Parmensi. Non così in Mantova, ove gli Austriaci presero in ostaggio i primarii del paese, ritirando tutte le armi dagli abitanti, ingiungendo pena di morte a chi ardisse rivoltarsi.
8 aprile. Vittoria di Gotto. Li 8 aprile l'esercito piemontese riportò la prima vittoria a Goito (vedi il Proclama del Re dato a Castiglione delle Stiviere).
Nel combattimento di Goito rimasero morti due ufficiali de* nostri, il cav. Galli della Mantice dei Bersaglieri, Raiih Ufficiale delle R. Navi, e Belle-garde Ufficiale dello stesso corpo, col maggiore Ally Maccarani. Il Colonnello La Mormora comandante de* bersaglieri che rimase ferito. Pochi soldati morti (5?) e 28 feriti. Si fecero 100 cacciatori tirolesi prigionieri, si prese loro un cannone. Gli austriaci fecero saltare l'arco di mezzo del ponte di Goito sul Mincio, che venne tosto riparato dai nostri zappatori del Genio. In Brescia fu fatto prigioniero un parco di Provianda austriaca coi rispettivi cavalli e il traino.
9, IO, 11 aprile. - Soggiorno in Castiglione delle Stiviere. Li 9 presa di Monzambano con pochi morti e feriti.
11 aprile. Volta. Partenza per Volta Mantovana (vedi lettera del 12 aprile coi particolari d'alcuni fatti d'armi).
12 aprile. Volta. 13 aprile. Pòzxolengo. li, 15, 16 aprile. Volta Assedio di Peschiera (incendio di Castelnuovo per parte degli Austriaci. Atti inumani commessi dai Creati, vedi lettera 12 aprile). Mancanza di viveri e di appalti per le nostre truppe. Indisposizione del Re e sua testardagine a perseverare negli errori di guerra, che non sa condurre. Disgusti del ministro Franzini. Incapacità del generale Saiasco e di altri capi di corpo. Loro promozioni a