Rassegna storica del Risorgimento
GUERRA DEL 1848-1849
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1971
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236
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236 Paolo Emilio Foggiani
gradì supremil Ordini e contrordini senza interruzione per mancanza di esatte notizie sul nemico, il quale tiene le sne spie che lo informano di ogni nostro movimento, mentre la bonarietà di Carlo Alberto non ammette dal nostro lato, che si mantenghino Relazioni e Spie contro il nemico. Il conte di Castagneto Intendente generale presso il Re, ignaro d'ogni disposizione di guerra, vede tutto facile, e che le cose abbiano da camminare bene senza veruna precauzione: che basti la presenza del Re innanzi a Peschiera per farla capitolare senza aver bisogno delle artiglierie d'assedio, che non erano per anco giunte. Si mandò l'avvenente Covone, Tenente di Stato Maggiore, come Parlamentario per la resa indi il capitano La Fiòche e se ne ritornarono con le pive nel sacco. Il maresciallo Raih non ha ceduto, fuorché dopo avere vedute le breccie aperte alle mura della fortezza, la caduta per incendio di molte case e la mancanza di viveri. La resa seguì soltanto addì 29 maggio dopoché furono piantate le batterie d'assedio e si procedette a regolari operazioni d'approcci. Il maggior Trotti del 14 fanteria è fatto prigioniero di guerra.
17 aprile. Volta, - Arrivo di 3000 uomini di truppe toscane condotte dal generale Sigismondo d'Arco di 12.000 pontifici comandati dal generale Du-rando, con 7000 Svizzeri, i quali tutti si portarono nel Veneto e presso Vicenza.
Da lettere intercettate al corriere austriaco rilevansi le seguenti notizie:
1 Dicesi inevitabile una prossima guerra tra l'Austria e la Russia (poiché l'Austria potrà mai pagare i suoi debiti alla Russia).
2 Che ove l'Italia pagasse 300 milioni all'Austria, questa sgombrerebbe immediatamente il Lombardo Veneto e tutto il suolo italiano, senza più. molestarlo.
3 Che il fermento in tutti i paesi tedeschi è grande, e l'Ungheria si è già resa indipendente dall'Austria.
Capitolazione di Colorno (vedi 22 Marzo, p. 119).
18 aprile. Volta. Arrivo al Quartier Generale del Re dell'Inviato Pontificio Monsignor Corboli Bassi col prof. Pieri.
Rivoluzione di Parigi. Fuga del re Luigi Filippo. Proclamazione della Repubblica in Francia. Continua l'assedio per parte dei nostri delle fortezze di Peschiera e di Mantova. La prima sotto il comando del duca di Genova, e dei generali Bes e Federici; la seconda per parte del generale Bava (1 Corpo d'Armata) e della Riserva (Duca di Savoja). Ordine del Re di fare una grande riconoscenza attorno a Mantova (vedi 22 Marzo, p. 116).
N. B. È poi singolare che si vuole assediare Mantova, la quale ha tuttora libere comunicazioni con Verona, siccome Peschiera le ha dal lato del Lago di Garda.
Stratagemmi proposti dallo scrivente per avere in 24 ore le due fortezze di Mantova e di Peschiera (vedi le Memorie segrete scritte dal medesimo).
Nuova intercettazione della Valigia austriaca. Notizie importanti contenute in essa.
Ordine dato li IX aprile corrente dal maresciallo Radetzky il quale dice Non essere sua intenzione di voler difendere ostinatamente una lunga linea, in, etti non farebbe che aagrificare inutilmente uomini in combattimenti indecisi, e perciò ha deriso di fare un movimento retrogrado, affine di concedere un poco di riposo e di sollievo ai soldati, troppo stanchi da lunghe marcie e continui strapazzi. Che essendo egli tuttora padrone delle due fortezze di Mantova e di Peschiera, ove incentrò le sue truppe, sarà sempre in di lui potere,