Rassegna storica del Risorgimento
GUERRA DEL 1848-1849
anno
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1971
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pagina
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237
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La campagna del 1848 *ì7
senza perdita d'uomini e spreco delle sue forze di riacquistare le due rive del Mincio ad ogni ora, di assalire il nemico in circostanze più vantaggiose; e che perciò spera, che le truppe avranno fiducia di lui, e lo seguiranno allora di bnona voglia e con vero animo di combattere e debellare il nemico . (Vedi nei Documenti la copia originale di quest'ordine in tedesco, che lo scrivente tradusse in italiano e trasmetteva al re, ed al Duca di Savoia con un sunto di tolte le notizie importanti ricavate dalle lettere intercettate al nemico. Peccato, che non seppe il Re trarre profitto da siffatte notizie, ch'egli riteneva per apocrife e perciò si lasciò battere, e fu costretto a ritirata. Ma Cassandra gli aveva detto la verità ed antiveduto la finale della Tragedia!).
19 aprile. - Ordine del giorno per entrare in Mantova (vedi II 22 Marzo, p. 116).
H Re con tutto lo Stato Maggiore fece una ricognizione sotto Mantova, impiegando 18 ore di cammino (a cavallo) e pernottando a Gazzoldo. La forza per questa ricognizione era di 18 battaglioni, 1 brigata di cavalleria, 3 batterie d'artiglieria.
In questa ricognizione il Re si avvicinò ad un solo miglio dal forte Predella, da cui le artiglierie nemiche fulminavano i nostri, quindi vi fu un Iago di sangue, che faceva notabile contrasto colle acque verdastre del Iago superiore di Mantova, attorno al quale si passava (oltre le Grazie) e di là a Curtatone su di un rialto per la strada di circonvallazione. La vista delle livree rosse di corte attiravano gli sguardi e le cannonate del nemico, da cui rimase vittima un servo del Re (Vallet de pied) e fu provvidenziale combinazione, che mentre il Re col suo Stato Maggiore percorreva quel rialto, gli Austriaci mandarono fuori da porta Predella un cappellano colla Croce a benedire i morti verso il nostro campo ed a raccoglierli; per cui si sospendeva momentaneamente da quel forte e da quello di Piettole il fuoco, per riprenderlo poscia più veemente alla partenza del Re (vedi le lettere del 20 e 21 aprile).
20, 21 aprile. Volta. - Li 22 il Re portavasi a Yillafranca verso Verona, scortato dalla cavalleria.
22 aprile. Volta. Si fecero molti prigionieri austriaci coi loro cavalli, uno dei quali se lo ritenne il Re, facendo corrispondere il valore di esso ai soldati, che l'avevano preso.
23 aprile. Volta. - Oggi arrivarono 1037 nomini di truppe regolari Parmensi con 135 volontari condotti dal conte Pietro Zanardi di Piacenza, le quali truppe defilarono nanti il Re. Si aspettano le truppe Modenesi e Pontificie. Quelle Toscane furono già collocate all'estremità destra del 1 corpo d'armata, ed i Parmigiani nell'ala sinistra della Divisione Broglia. Il numero de' Volontari i va crescendo ogni giorno.
Napoli mandò nell'Adriatico sotto gli ordini del generale Pepe 4 fregate a vapore, con 4000 uomini a bordo e molti ufficiali per istruire la marina veneta (vedi 22 marzo, p. 119).
24 aprile. Volta, Questa notte fu intercettata una nuova Valigia al corriere austriaco. Dalle notizie scritte rilevasi:
1 Che a Vienna è scoppiata una rivoluzione, e da un Proclama stampato a Salò (20 aprile) vi rimasero morte 3000 persone, fra cui due arciduchi e il