Rassegna storica del Risorgimento

GUERRA DEL 1848-1849
anno <1971>   pagina <239>
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La campagna del 1848 239
perdita della Savoia e del Nizzardo. Forse le altre partì d'Italia, già prive dei loro sovrani, si sarebbero date a Carlo Alberto, compreso il Reame di Napoli, che concorreva pure colle sue truppe alla liberazione dallo straniero, se l'ambi* zione di Carlo Alberto (di farsi salutare innanzi tempo qual Re d'Italia) non avesse ingelosito il Re di Napoli, che fece richiamare a sé le truppe inviate in soccorso ai Piemontesi, e che tutti rientrarono sotto il di lui dominio, eccetto il generale Pepe coi pochi rifugiati nel Veneto. *) (Su questo particolare darò più circostanziate notizie nella Storia completa della Guerra del 1848).
28 aprile. Udine è ricaduta in potere degli Austriaci (p. 130, 22 Marzo).
27 aprile. Valeggio. Le nostre truppe stringono più da vicino le fortezze di Mantova e Peschiera togliendone le comunicazioni con Verona.
28 aprile. Valeggio. Partenza per Somma Campagna, lasciata il giorno innanzi dagli Austriaci.
28 aprile. Bussolengo. H Re si porta col suo Stato Maggiore a Bussolengo per essere più a mano di stringere Verona e toglierle da questo lato dell'Adige le comunicazioni.
29 aprile. Somma Campagna. Ritorno a Somma Campagna, attesoché in Bussolengo non si trovano oggi viveri, stati già requisiti dagli Austriaci, i quali saccheggiarono anche i paesi circostanti, portando via 500 sacchi di grano e conducendo seco tutto il bestiame. Perciò la truppa dovette stare 24 ore senza viveri e senza foraggi.
30 aprile. Somma Campagna. - Continua l'assedio di Peschiera. Fatti d'armi presso Villaf ranca (vedi le Gazzette...). Sortita degli Austriaci da Verona verso Somma Campagna. Il Re, secondo il suo solito, si portò agli avamposti ed assi­steva sotto Peschiera ai tiri delle nostre artiglierie non curandosi di quelle a noi dirette dal nemico. Anzi lo stoicismo reale fu tale, che quando vedeva cadere giù una granata, si portava ancora più sotto alle mire degli Austriaci, nella speranza d'essere colpito così da una palla nemica e scontare per tal modo colla morte i suoi falli, siccome lo diede a divedere anche sotto Novara nel 1849, quando il generale Durando avendolo preso per un braccio lo trascinò via da quel pericolo, mentre egli esclamava Lasciatemi morire . Ma qui sotto Peschiera diceva soltanto J'attende mon astreì . Tutto è destino su questa terra!! (vedi la mia lettera 30 aprile a Giuseppe).
30 aprile. Santa Giustina, Partenza alle ore 5 di sera per Santa Giu­stina, ov'erasi recato il Re. Tutte le truppe bivaccarono alla bella stella. Alla domani il Re portavasi a Bussolengo piccolo borgo dal quale furono cacciati gli Austriaci per opera dei nostri Carabinieri colla sola baionetta in canna.
La divisione del duca di Savoia fece 405 prigionieri del reggimento Pirrel (Lnzern) compresi 5 officiali.
1} Il generale Pepe volevo* che ufficili li, baimi ufficiali e soldati dichiarassero il nostro Re traditore! Queste infami proposte venivano respinte all'unanimità dai nostri piemontesi (V. Rappòrto del gen. Alberto La Marinoni al Ministro inserto n p. 261 delle Memorie ed osservazioni ecc.),