Rassegna storica del Risorgimento
GUERRA DEL 1848-1849
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1971
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La campagna del 1848
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Reale. Gare municipali in proposito. Discussioni inutili prima che la guerra aia finita. I Veneziani vogliono la Repubblica, o che si danno ai Francesi. Sforzi di Manin per conservare la loro forma di governo. Contrasti coli*Austria che vuol ritenersi il Veneto, cedendo il Lombardo contro 300 milioni di compenso. Ma Carlo Alberto ed i Lombardi vogliono proseguire la guerra e non isborsare danaro all'Austria. Il duca di Modena in Vicenza, tenta di rovesciare il governo provvisorio e stabilirvi gli Austro-gesuiti. Contrasti col nostro governo, che vi tiene ora presidio. Dicesi che re Ferdinando (il Bombardatore) sia fuggito di Napoli, caricando su bastimenti tutte le ricchezze che potè esportare.
I nostri sciocchi bollettini dell'Armata, non dicendo mai la verità, tengono sempre in orgasmo la Nazione, la quale legge nei giornali tedeschi e stranieri le notizie affatto diverse sul nostro conto. Chiasso continuo nelle Camere di Torino. Brofferio, Valerio, Ravina mandano il paese in rovina.
Fra le molte carte intercettate agli Austriaci, vi sono importanti Manoscritti di Radetzky sulla difesa dell'alia-Iialia e sulle fortezze da costruirsi attorno a Milano,
23 giugno. T'aleggio. - che lo scrivente ha tradotto in italiano pel ministro Dabormida, cai ha pure trasmesso un sunto di tutte le lettere più importanti prese agli Austriaci le quali servirono al cav. Carlo Promis per la sua Storia della Guerra per l'Indipendenza d'Italia.
24 giugno. Valeggio. Andata del Re a Peschiera.
25 giugno. Valeggio. - Sguardo sulle operazioni di guerra in Italia, diretto da Mantova 25 giugno al redattore della Gazzetta I. R. privilegiata di Vienna (tradotta dal tedesco dallo scrivente). Vedi questo documento annesso alla mia lettera a Giuseppe 25 corrente. Vedi anche l'opuscolo del cav. Bonino sullo stato igienico dell'esercito e malattie dominanti. Vedi il Paragone fra la guerra del 1796 e quella del 1848.
Carlo Alberto, colla febbre indosso, e con dissenteria, partiva al solito a cavallo, nelle ore più calde (30 R.) per recarsi a Peschiera, dopo d'avere assistito alla messa di corte (al mezzodì) con tutto il suo Stato Maggiore in grande uniforme. Egli vorrebbe attaccare Verona dietro il forte che guarda il monte, gettando un ponte di barche sull'Adige a Ponton. Ma questa impresa non riusciva, perché le artiglierie austriache fulminavano i nostri pon-tonieri da questo lato, sebbene questi eccitati dal Duca di Genova, loro capo, sapessero ripostare i colpi con sorprendente bravura. Il re. sebbene affranto dalla febbre che lo tormentava tutta la notte, non rinunziava pertanto alla sua intenzione di rinnovare l'assalto, ma tatto riusciva indarno.
Si vociferava oggi al Quartier generale, che i Russi minacciassero di togliere all'Austria alcuni territori lungo il Danubio (per essere pagati del loro avere). Ma simili dicerie furono divulgate per volgere l'attenzione loro a cose estranee all'Italia.
Il Governo provvisorio di Milano protestò contro la Capitolazione di Vicenza, perché Radetzky, ad onta dell'articolo che la vita e le sostanze dei cittadini di Vicenza sarebbero state sarre ed inviolabili > tuttavia si continuavano le confische dei beni a quei cittadini stessi invitati, durante l'assedio, ad uscire dalla città, per diminuire la massa della popolazione, e con passaporto regolare delle autorità austriache emigrarono, per quindi rientrare dopo l'assedio. E ciò contro Io stesso Codice austriaco che proibisce le confische]