Rassegna storica del Risorgimento
GUERRA DEL 1848-1849
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1971
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pagina
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250
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250 Paolo Emilio Fagl'ioni
Invi la li il Santo Padre e Carlo Alberto a protestare contro quest'atto di corruzione e rottura dei trattati per parte di Radetzky, pare, che non vi abbiano posto mente, poiché le estorsioni d'ogni maniera continuavano sotto vari pretesti contro quell'infelice atta.
Gli austriaci si presentarono oggi vestiti di Novara Cavalleria ai nostri avamposti, venendo da Ponton, annunziandosi per Truppe Sarde, ed avendo loro chiesto dalle nostre vedette la Parola ed il segnale di campagna, risposero con fucilate. Questi tradimenti o stratagemma di guerra furono ciò ohe indusse lo scrivente a contraccambiare loro con pari stratagemma quanto accennava in data 18 corrente (vedi il Progetto per fare sgombrare dagli Austriaci le fortezze di Mantova, Peschiera, Verona).
Disordini commessi dai Sardi (vedi lettera 25 a T.). Cause di diminuzione delle nostre truppe all'uscire dagli ospedali in Brescia (vedi idem)*
26 giugno. Valeggio. Notizie da Vienna (desunte da lettere intercettate) confermano la volontà dell'Imperatore (ammalato) di fare la pace, e la Gazzetta d'Augusta del 21 dice Che l'Austria perde Praga già (da 7 giorni in rivolta e bombardata) ch'essa perderà tutta la Boemia e l'Italia! . I russi con 60.000 uomini marciano già nella Moldavia. Pare che la Rivoluzione si dilati in più luoghi della Germania.
Il conte Galateri si spacciò autore d'un Piano di Verona, statogli gentilmente prestato da un ingegnere di quella città, e fu svergognato avanti ai generali austriaci in Peschiera, (Era il lupo vestito della pelle della pecora). Non bisogna millantarsi tanto, sebbene qualche servizio abbia reso al re! (Vedi la mia lettera del 26 a T.).
26 giugno. Peschiera. - Oggi il Re tiene un consiglio di Generali per decidere: se si debba attaccare il forte superiore di Verona o prenderlo addirittura d'assalto (ignorandosi tuttora le difficoltà e le forze ivi rinchiuse); ovvero se debbasi cingere Legnago d'assedio o marciare direttamente sul Veneto per occupare Vicenza Padova, Venezia unendosi alle truppe del gen. Pepe. Ma il Consiglio di Guerra non seppe decidersi ad alcuna risoluzione su queste tre proposte.
Mancava a questo consiglio di generali Bava, sia per allegata indisposizione* sia perché voleva il Re chiamare alla Francia il generale Beaugeaud ed affidargli il supremo comando del suo esercito. Del che il generale Bava se ne sarebbe adontato a ragione e chiesto il suo ritiro. Ben inteso, che se Beaugeaud avesse accettato simile incarico, egli si sarebbe condotto seco tutti gli Ufficiali pel suo Stato Maggiore, e la vergogna pei nostri ufficiali sarebbe stata doppiamente umiliante. Diffatti mi è noto, che Beaugeaud era in relazione col gen. Franzini, ed era stato in Piemonte poco tempo prima che si aprisse la guerra nel 1848.
Pare ch'egli non abbia voluto assumersi questo difficile incarico, e proponesse al Re il generale Changarnier. Interpellato questo Generale, se avrebbe accettato il comando generale del nostro Esercito, ed egli rispose in questi termini:
Sarei disposto ad accettare il comando supremo dell'Esercito Piemontese, qualora il Re promettesse di non immischiarsi punto nelle operazioni della guerra, lasciando a me solo tale Incarico con ogni responsabilità e pieni poteri di promuovere o rimuovere dal loro grado e posto qualsiasi militare od assimilato dal Generale fino all'ultimo sotfufficiale. Che il Re ed i Reali Principi,