Rassegna storica del Risorgimento
GUERRA DEL 1848-1849
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1971
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La campagna del 1848
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se vorranno seguitare quali semplici amatori l'Esercito, saranno padroni di farlo, ed accetterei anche i servigi dei Reali Principi come miei dipendenti, ma a condizione di non tollerare in loro veruna trascurane di servizio od osservazione contraria: ma siccome siffatta condizione sarebbe per loro poco gradita, perciò amo meglio, Vessi non facciano parte dell'esercito combat* lente >i.
Questa risposta di Cbangarnier non piacque a Carlo Alberto; perciò lasciando correre le cose come erano nella guerra del 1848, affidava più tardi (durante la ritirata) il comando supremo al gen. Bava, finché al riaprirsi della 2" guerra del 1849, il Re intavolò nuove pratiche a Parigi, per avere un buon Generale in Capo. Si fu allora, che vari alti personaggi (fra cui l'astronomo Plana) scrivevano a Parigi, é veniva proposto il generale polacco Chrza* nmosky, il quale aveva già servito cinque Potenze, e per ultimo era al soldo di Francia, la quale voleva pure disfarsene.
Alle informazioni chieste dal Re su questo avventuriero fot risposto: La France n'a pas cinq generaux tei que Chrzanowsky!! Ibis redibis!
Il Re interpretò in bene questa risposta, e credendo veramente che la Francia non possedesse cinque generali più abili di Chrzanowsky scrisse immediatamente di farlo tosto venire a Torino.
E questa, come veti eremo in seguito, fu la più grave disgrazia della disfatta dei Piemontesi a Novara, ove l'infelice Carlo Alberto dovette lasciare la patria e fuggire a Oporto. Avesse egli almeno interpretato al rovescio la risposta sibillina della Francia e riconosciuto: Ch'essa non aveva propriamente cinque generali più incapaci alla condotta d'un esercito al pari di Chrzanowsky, il quale aveva bensì molte cognizioni tecniche, ma non conosceva né l'esercito piemontese, né il paese ove si faceva la guerra. Ma di costui dirò a suo luogo.
27 giugno. Valeggio. - Seguita l'indisposizione del Re con febbre e dissenteria. Soggiornò a Peschiera. I giornali torinesi spacciano false notìzie, dicendo: Che noi abbiamo già attaccato il forte settentrionale di Verona mentre il Consiglio di guerra, tenutosi jeri, ha nulla deliberato in proposito, e neppure si sapeva in Valeggio quali ordini avesse mandato il Re al Duca di Genova che trovasi nelle posizioni di Rivoli e lungo l'Adige.
Oggi vociferavasi del pari, ohe il ministro Conte Balbo Cesare, nominato generale avrebbe assunto il posto di Capo di Stato Maggiore generale in luogo di Salasco.
Sebbene il conte Balbo, celebre storico e scienziato, meritasse per le sue cognizioni una considerazione speciale in Italia, nulla ostante non sarebbe stato l'uomo adatto per tale carica, richiedendosi per essa una lunga pratica in tutti i rami di servizio delle varie anni, ed un'attività somma nel disimpegno delle molteplici funzioni amministrative e tattiche per un esercito in guerra. Perciò, anche queste supposizioni ed asserzioni dei giornalisti non si dovevano pubblicare.
Un altro difetto generale, che manifesta vasi ovunque durante la guerra del 1848 e 49 ai fu il permettere a tanti giornalisti di pubblicare tutte le intenzioni vere o false del Re e del suo stato maggiore, con cui si faceva conoscere al nemico ciò che doveva stare segreto nei Capi dell'esercito, ed il non avere ingiunto durante la guerra la proibizione di tanti giornali; il non avere chiuso il Parlamento, ove si discutevano pubblicamente le questioni del-