Rassegna storica del Risorgimento
GUERRA DEL 1848-1849
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1971
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pagina
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252
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253 JJ Paolo Emilio Foggiani WBA
l'esercito, per cui si leggeva la vita ai vari Capi di esso, inspirando con ciò diffidenza nei soldati. L'Austria era in ciò molto più circospetta e non palesava a tatti i suoi Piani di battaglia siccome fece la Prussia vincitrice di noi e dei Francesi. Noi Italiani poi, sempre schiavi dei sistemi francesi (millantatori perpetui delle loro glorie) copiavamo tutti gli errori di quella Nazione. Anche nella guerra del 1848 il Duca Dino (francese, nipote del Principe Taillerand) ammesso come capitano nel nostro Stato Maggiore! andava predicando al pubblico, dal balcone del Re in Milano, che la Francia accorreva già in nostro aiuto, e secondo lui, l'esercito francese sarebbe fra due giorni disceso dalle Alpi in Italia!! Simili fanfaronate, se calmavano momentaneamente la folla del popolo irrompente lo inviperiva poi al maggior segno, quando si vedeva lusingata e ingannata. Prova ne sia la rivoluzione di Milano del 5 agosto 1848 e la minaccia di trucidare Carlo Alberto!! (Vedi la mia lettera sugli avvenimenti di Milano del 7 agosto a T.).
28 giugno. Valeggio. Ritorno del Re a Veleggio. Egli prometteva a Manin presidente della repubblica di Venezia, di mandare le nostre truppe nel Veneto, liberare Legnago dall'assedio e salvare quel paese dal dominio straniero. Ma egli fece il conto prima dell'Oste Austriaco! Confidenze fatte allo scrivente da S.A.R. il Duca di Savoia (ora re d'Italia) (vedi lettera 28 giugno).
Stratagemma del cap. Cipriani per liberarsi dagli Austriaci che lo avevano fatto prigioniero.
R. Decreto, che dichiara tutti i militari Napoletani rimasti in Lombardia quali sudditi lombardi.
Nuova Rivoluzione di Parigi e nomina di Cavagnac a Dittatore della Repubblica francese.
29 giugno. Roverbella. - Dislocazione del Quartier generale in questo villaggio discosto una sola posta da Mantova.
30 giugno. Roverbella. - Invio del cap. Minghetti in missione segreta a Modena e Bologna.
Intenzione del Re di mandare le truppe Parmensi e Modenesi a Venezia, sostituendovi i Pontifici (Durando).
H conte Sambuy commissario regio a Modena.
Intimazione del re di Napoli alle sue truppe in Modena di restituirsi tosto nei suoi Regi Stati con minaccia, in caso di disubbidienza, di dichiararli tutti disertori, di procedere contro i medesimi, confiscando intanto tutti i loro beni, e prendere in ostaggio le loro famiglie.
N. B. Queste truppe Napoletane erano pagate dal nostro governo e non da quello Napoletano. Ma dopo la resa di Vicenza e l'intimazione anzidetta, il Re accordò loro ancora la paga sino al confine dello stato di là del Po.
L'Ammiraglio Albini sull'Adriatico non è più fortunato degli altri Capi nelle sue operazioni marittime (vedi le Memorie dell'Ammiraglio Albini). Inerzia dei Veneziani che non vogliono darsi a Carlo Alberto, ma sostenere la Repubblica Veneta (vedi Memorie di Manin), I Veneziani temono, che i Russi vengano ora in sussidio dell'Austria. SI conferma la caduta di Praga (vedi Allgemeine Zettùng).
Scoraggiamento delle nostre truppe nel vedere la titubanza dei Capi, e per trovarsi continuamente al bivacco. La Brigata Aosta sotto gli ordini del gè-