Rassegna storica del Risorgimento
GUERRA DEL 1848-1849
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1971
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La rampa fin a dei 1848
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nerale marchese Aix di Sommariva, stelle 83 giorni e altreitanie notti al bivacco, soffrendo assai. Il gen. Sommariva soccorreva del proprio i suoi soldati (Carattere e qualità generose di questo Generale. Snoi torti nella ritirata su Crotta d'Adda).
2 luglio. Roverbella. - Gli Ufficiali partiti per la guerra dell'Indipendenza del 1848 oltre al non avere ricevute le competenze prescritte dai regolamenti né YEntrata in campagna, né bonificazione dei cavalli perduti in guerra, furono dappoi {fino all'anno 1864) collocati a riposo colla pensione sulle antiche Leggi dello Stato, con notabili perdite dei loro diritti. Questa circostanza dovrebbe essere presa in benigna considerazione dal Parlamento, il quale nella sua giustizia non dovrebbe permettere siffatta enorme differenza nelle Pensioni di ritiro, oltreché furono essi gravati, durante la guerra e fino al 1864 d'una Imposta o prestito forzato sui loro stipendi, basata sul fitto di casa ch'essi pagavano ove tenevano l'alloggio per le loro famiglie, ancorché lontane. (In tale condizione trovasi lo scrivente).
Aggiungasi di più. ch'essendo stata sostituita la Carta (Biglietti di Banca) al danaro sonante nelle loro paghe, queste diminuirono già allora del 20 e 25 per cento.
Il Re, sempre indisposto, ma ostinato a non voler curarsi né ascoltare medici, ha contromandato l'ordine di attacco al forte superiore di Verona, al quale fine il maggiore Cavalli d'artiglieria aveva già disposti i pezzi in batteria per contro battere gli Austriaci da questo lato, i quali schierarono non meno di 500 pezzi contro di noi. Volle invece il Re fare un tentativo su Mantova, fortezza che presentò non meno di mille pezzi di grosso calibro in batteria, sicché ogni nostra impresa si poteva dire temeraria entro il Quadrilatero e perciò fallita.
2 luglio. Roverbella. - La fortezza di Palmanova si è resa.
Giornalmente si nominano Capitani, Maggiori, Colonnelli ecc. di slancio nel nostro esercito, provenienti dai Lombardi, o Polacchi, o Francesi, e per lo più sono collocati nello Stato Maggiore generale, quantunque privi affatto delle necessarie cognizioni, e ciò a danno degli anziani del Corpo. Quindi se le cose ed il servizio amministrativo e militare difettava in guerra, lo si deve in parte attribuire agl'intrusi ufficiali, incapaci d'ogni servizio. Anche per le imprese viveri, bestiame, foraggi etc, vi era uno spreco tale, e mangerie immense, che a confessione degli slessi impresari (fatte allo scrivente) alla fine della guerra, continuando le operazioni su quel piede d'intrighi, ciascun Impresario si divideva, per lo meno, una quota di due milioni di lire, stando legalmente a termini dei loro contratti coi Governo, e singolarmente i beccai, che dovevano trainarsi il grosso bestiame vivo al seguito dell'armata. E così pure i fornitori delle farine, del riso, del vino e simili commestibili.
Non parliamo qui dell'Intendente d'Armata, dei Commissari di guerra e di altri sedicenti Controllori, che tutti mangiavano alla medesima scodella, mentre il povero soldato soffriva la fame, la sete, non aveva che il nudo suolo per letto, ed il cielo per tetto. Ma intanto le giornate di presenza sui fogli di prestito con tutte le competenze dovute di pane, lotto ecc. figuravano nei Registri contabili come esattamente somministrate. E cosi le paghe le indennità di via, di soggiorno ecc. come pure le sonuninistrnnze di vestiario e corredo (che restavano in fondo dei magazzini od erano in altra guisa involati) comparivano indosso al soldato che era lacero, senza acarpe, affamato ecc. E