Rassegna storica del Risorgimento

GUERRA DEL 1848-1849
anno <1971>   pagina <254>
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254 Paolo Emilio Faggioni
così camminò sempre la nostra amministrazione militare, per non dire d'altro. Anche Bonaparte aveva in odio gii Intendenti d'annata, i fornitori ed i canini issar ii di guerra. Ma esso rubava a in ansai va altrimenti!
3 luglio. RoverbeUa. U governo provvisorio dì Milano ha fatto coniare dei nuovi scudi da Cinque franchi coll'immagine dell'Italia.
Reduce il capitano Minghetti da Bologna si fecero partire per colà le truppe Pontifico e Svizzere (Durando) mandando le Parmensi e Modenesi a Venezia.
In Milano si stanno reclutando uomini per le riserve* ma ivi nessuno vuole ubbidire e tutti vogliono comandare. L'indisciplina è al sommo, e perfino i pochi Toscani rimasti dopo la disfatta di Cariatone 29 maggio o mandati a Bre­scia sono malcontenti di noi (e di Bava) che non mandò truppe in loro soccorso e se ne vogliono andare. Perciò v'c uno sfacelo generale in quelle truppe e nei volontari!.
Anche Pio IX mandò una nuova Protesta contro la guerra presente.
N. B. Per assicurare presso il Quartier generale principale una mensa agli ufficiali addettivi* in numero di 14, si è pensato di stabilire una quota di L. 4 al giorno e far venire da Milano un abile cuoco. Contribuirono specialmente a ciò i nuovi Capitani lombardi ed ufficiali stranieri non avvezzi al Bivacco ed alle miserie delle bettole, che finora ci servivano. Ma questa mensa durò poco, essendo che buon numero d'ufficiali doveva assentarsi per servizio appunto nelle ore del pranzo.
Nuova Rivoluzione e stragi in Parigi, per cui anche l'Arcivescovo dovette soccombere (vedi notizie avute dal Duca Dino-Taillerand).
4 luglio. RoverbeUa. - Oggi ebbe luogo un piccolo combattimento presso Villafranca, ove si distinse la brigata Cuneo ed il reggimento Savoia cavalleria ì quali respinsero gli Austriaci.
Radetzky ha imposto al comune d'Isola della Scala una taglia di 300.000 lire oltre a 50.000 lire in bestiame, 100 carri di granaglie (a 20 sacchi per carro) 100 carri di paglia, 50 di fieno, e questi foraggi da fornirsi entro 48 ore, ed il restante fra 5 giorni, con minaccia di saccheggio ed incendio, ove non soddi­sfacessero l'imposta!
Alla contessa Bevilacqua, perché propendeva alla causa italiana, fu abbru­ciata una grossa cascina in Dossobuono a 2 miglia da Verona.
A difendere Isola della Scala dalla minaccia, di cui sopra, il Re ordinò che quel villaggio fosse occupato dalle nostre truppe, e togliere così ogni comu­nicazione fra Mantova e Verona.
Gli Austriaci per incutere maggior terrore alle popolazioni, fecero dare la larga a tutti i condannati dell'ergastolo di Mantova ed a quelli delle car­ceri condannati a più di cinque anni, affinché la più depravala gente operasse a danno di quegli abitanti; ciò che altri scellerati liberi forse non avrebbero fatto! Quindi piò di 700 assassini portarono la desolazione in quelle campagne e nella vicina provincia di Cremona. (Ciò andrebbe d'accordo con quello che stampava allora la Gazzetta del Popolo in Torino, che anche a Saluzzo hanno aperte le prigioni affinché I malfattori esercitassero quegli atti nefandi contro i galan­tuomini che propugnavano la causa d'Italia). Ed a proposito della Gazzetta dèi Popolo è da leggersi il n. 12 del mese di luglio 1848 coll'articolo interes­sante dei Ciottoli di Castagneto (vedi).
Altre notizie si sparsero oggi al Quartiere generale cioè: 1 Che Venezia