Rassegna storica del Risorgimento

GUERRA DEL 1848-1849
anno <1971>   pagina <256>
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256 E Paolo Emilio Foggiani
stato nostro. E quantunque la verità ci venga detta dal nemico esso in tutto non ha torlo (vedi la versione italiana fatta dal cap. Torelli).
U ministro Franzini in Torino ha difeso con calore alle Camere la causa del Re e dei suoi Generali, ciò che era suo dovere, ed è molto, che alcuni De-putati si siano tenuti paghi delle spiegazioni date dal ministro (vedi Risorgi-mento)*
Franzini ha fatto quanto stava in lui, onde persuadere il He ad ese­guire prima un movimento decisivo, che più tardi gli sarebbe riuscito fatale. Non gli fu possibile di rimuoverlo! perciò Franzini partiva, lasciando il Re nelle sue indecisioni. Oggi soltanto si vuol tentare di togliere l'acqua dai mu­lini di Mantova nella goffa lusinga, che non potendo più macinare farina pel pane da munizione saranno costretti gli Austriaci ad arrendersi, senza riflettere, che la comunicazione fra Mantova e Verona è sempre aperta, e che la guarni­gione è provveduta di tutto per sostenere un lungo assedio.
Così scioccamente si diede ad intendere al Re, nella sua ritirata su Mi* lano. che vi era mezzo di allagare tutti i dintorni di Milano ed impedire Ventrata degli Austriaci, qualora noi vi fossimo entrati prima come diffatti vi entrammo per fare le barricate e lasciarci battere, poi conchiudere Io sventurato armistizio Salasco. di cui si dirà a suo luogo.
8 luglio. Roverbella. - Sunto di notizie desunte dalle corrispondenze in­tercettate agli Austriaci, da me spedite al generale Dal) ormi da. perché ne tenesse informate le Camere di Torino per ulteriori disposizioni all'esercito.
9 luglio. Roverbella. - Le truppe toscane sono ora a Veleggio. Relazioni di spie sugli affari di Venezia (vedi la mia lettera del 9 a
Giuseppe).
Presa di una spia austriaca presso Mantova (vedi detta).
10 luglio. Roverbella. - Nuovi tentativi di costringere Mantova olla resa per via di allagamento. Ma questo mezzo, che serviva per lo passato, quando si era padroni di Peschiera oggidì più non è suscettivo pei molti canali di de­viazione del Mincio, e perché il sistema idraulico di Mantova più non con­sente un allagamento. Perciò rendendo ora più paludoso il suolo circostante a Mantova, si aumentano ì miasmi deleterii a danno delle nostre truppe asse­dienti, già in gran parte prese dalle febbri intermittenti, senza peggiorare la condizione igienica della fortezza. Quindi a mio parere è da rigettarsi. D'al­tronde noi manchiamo delle forze ed artiglierie d'assedio sufficienti per simile impresa, ed ove si possa invece penetrare nel Veneto con preponderanti forze, SI nostro compito sarà meno grave.
2J luglio. Roverbella. - Conoscenza personale fatta colla contessa Pallavi­cini, soprannominata la Sublime (vedi la mia lettera a T.).
12 luglio. Roverbella. Oggi fu contromandalo l'ordine per la presa di Mantova.
N. B. Oggi il conte Salasco fu meco più gentile, salutandomi col titolo di Maggiore, grado ch'egli ai tenne, in petto, e che non mi fu conferito se non a Torino addi 25 8.bre 1848, cioè, dopo le mille promozioni conferite ad altri ha guerra.