Rassegna storica del Risorgimento

GUERRA DEL 1848-1849
anno <1971>   pagina <258>
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258 Paolo Emilio Foggiani
16 luglio. Roverbella. False no tizie date in Torino sul bombardamento di Veronal Quando i giornalisti non sanno ohe dire, vedendo l'inazione dei nostri, inventano e spargono nel pubblico grandi frottole.
Gortschakoff fa sgombrare da Mantova lutti gli ammalati, e riceve in cam­bio: da Verona soldati sani. Per diminuire le bocche che mangiano in essa, in­vita i cittadini a recarsi altrove ed a quelli che rimangono, a provvedersi di vettovaglie. (Tali notizie furono procurate allo scrìvente da persona del luogo col mezzo delle lattivendole, le sole che avessero libero accesso in Mantova, senza essere visitate sotto le gonnelle, ove nascondevano le lettere, e sulle quali contadine non cadeva sospetto nell'animo del nemico).
La mancanza di esatte informazioni sui movimenti del nemico, e il giun­gere queste sempre tardi, ha fatto perdere al duca di Savoia l'opportunità d'im­pedire il passaggio d'una colonna nemica, la quale da Lcgnago e Sanguinetto marciava su Mantova, e quando il Duca fu di ciò avvisato e vi mandò contro un forte distaccamento, gli Austriaci erano già passati due ore prima. E perché non togliere prima ogni comunicazione esteriore con Mantova? Se Napoleone I con soli 10 mila uomini potè assediare Mantova, e noi vi abbiamo dovuto ri­nunziare! Che necessità aveva il Re di fermarsi ora fino alle ore 10 di sera Botto il tiro del cannone di quella fortezza, sperando sempre d'essere colpito da una palla, e di rinnovare ogni giorno il solito ritornello! Egli va cercandosi volontariamente la morte.
Liberi gli Austriaci d'ogni passaggio dietro Mantova, avendo spedito 10 mila nomini a Monselice, non veggendosi da noi contrastatò il passo sul Po, portarono 2500 uomini a Ferrara, e colla rimanente forza impedirono il nostro imbarco per Venezia. Anzi tentarono di ristabilire il duca Ferdinando IV sul seggio di Modena, indi volgere le loro forze su Parma e Piacenza. E in tutti i lnoghi ove passarono gli Austriaci, fecero man bassa sulle proprietà e sulle persone. Così narrano i fogli pubblici.
Il Re pur volendo che i nostri soldati non istassero oziosi, ordina al gen. Bava di far inseguire gli Austriaci verso Ferrara. Per tale spedizione viene destinata la brigata Trotti (Acqui), la quale, come era da prevedersi, andò a cac­ciare le mosche, mentre già da due giorni gli Austriaci erano in Ferrara. E così, dopo che i buoi erano fuggiti, si chiudeva la stalla! E lo stesso Bava andò là di sua persona, lasciando vacante il suo posto al Quartier generale. Non era ne­cessario che partisse egli stesso con una brigata. E sempre si marciava nelle ore caldissime del giorno (30 R).
Perché non avrebbero di preferenza passato l'Adige inferiormente a Le-gnago, avendo seco gli equipaggi da ponte (di cui non fecero mai uso) ed avreb­bero tagliato il passo al nemico, e sarebbero giunti essi prima degli Au­striaci nel Veneto, Ma nulla si fece di buono, ad onta dei saggi avvisi dati da chi conosceva meglio quelle regioni venete.
17 luglio. Roverbella. Cangiamento di Ministero a Vienna. A Radetzky lasciala carta bianca da fare ciò che vuole in Italia.
18 luglio. Marmirolo. Traslocatoento del Quartier generale in Marmirolo. Fatto brillante delle nostre armi in Governolo diretto dal gen. Bava (vedi
Bollettino dell'Esercito n.... e Gazzette diverse).
19 luglio. Marmirolo. - Ad impedire un improvviso attacco nemico sul nostro Quartier generale, fu reso quasi impraticabile dai nostri il terreno adia-