Rassegna storica del Risorgimento
GUERRA DEL 1848-1849
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1971
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La campagna del 1848
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Fìtto dal giorno 23 corrente in cui il Re fa avvisato, che un grosso corpo di troppe si avanzava sulle pianure di Villa/ranca e diramava una parte di esse sulle adiacenti colline di Sona, Somma Campagna e Valeggio, dopo avere respinti i nostri dalle alture di Rivoli, donde il duca di Genova nel successivo giorno 24 aveva avuto la sorte di ricacciarli e farvi oltre a 600 prigionieri, prendendo al nemico una bandiera riacquistando poscia Somma Campagna ove pernottò. Se non che nel giorno successivo 25 soprafatto da imponenti forze nemiche venute dal Tirolo (verosimilmente erano una parte dei 60.000 uomini annunziati dalla Gazzetta di Vienna del... mandati in soccorso -a Radetzky) queste, non solo costrinsero i nostri a lasciare quelle favorevoli posizioni, ma li pose in piena rotta colla mitraglia, per cui della brigata Savoia pochi poterono iscampare all'eccidio. Anzi gli Austriaci usarono tali stratagemmi, che avendo fatti vestire agli uni. le divise piemontesi, spogliate dai nostri morti, agli altri mettendo de* fazzoletti bianchi in testa, o facendoli sventolare quali Bandiere di Pace, gridando Venite siamo amici, fratelli italiani1. fecero cessare il fuoco ed indussero in inganno il buon generale D'Aviernoz comandante della brigata Savoia, e cosi lo assalirono a tradimento e lo trucidarono. E tanto più prestarono fede i buoni Savoiardi a quelle voci di Siamo amici in quanto che, essendo disertati il giorno innanzi parecchi Ungheresi, i quali dichiararono volere tutti sostenere VIndipendenza italiana e battersi contro gli Austriaci tutto sembrava verosimile d'avere a fare con gente amica, facendo essi sembianza di voler deporre le loro armi in mano ai Savoiardi. D povero D'Aviernoz fu trafitto dalle baionette e da più colpi di fucile, appena s'era avvicinato a loro per riconoscere personalmente chi fossero questi fratelli! E qui la strage da ambe le parti fu grandissima, ma i nostri, in minor numero e presi a tradimento, dovettero cedere alle molte artiglierie nemiche (da circa 50 cannoni) che vomitavano abbondante mitraglia.
Dopo aver occupato Somma Campagna, Sona, S. Giustina e Valeggio, gli austriaci si dissero su Peschiera che dovette immantinente porsi in istato di difesa, essendo stretta d'assedio. H duca di Savoia, che cingeva colla sua Riserva il lato orientale di Mantova, lasciò quella posizione per accorrere in aiuto di Peschiera, ma non giunse in tempo, perché già gli Austriaci se ne erano di nuovo impadroniti. Allora il duca, non potendo neppure riacquistare le belle posizioni sulle colline adiacenti, si accontentò di proteggere la ritirata dei nostri verso ViUafranca e Roverbella. In quel frattempo usciva da Mantova verso Marmirolo altra colonna nemica, la quale tentò di tagliare la nostra ritirala verso Marengo e Goito sul Mincio; ma il gen. Trotti colla Brigata Regina, essendosi avanzato sa Marengo (villaggio presso Goito) riusciva a sgombrare il passo; sicché poteva il Re rientrare in Goito (addì 26 luglio).
N. B. Come si disse più sopra il Re si portava sempre, ove più grande era la mischia, colla speranza di trovarvi la morte;
26 luglio, Goito. - Nello stesso giorno 26 loglio il gen. de Sonnaz che trovavasi col gen. Broglia a Volta, sentendo che gli Austriaci avevano già passato il Mincio gettando un ponte a Salionze ed invitato dal colonnello Cos-K;.IIO (a nome del Re) a portarsi a Goito, egli vi giungeva coll'ìntera divisione Broglia. Il Re si adira, vedendo giungere colà il gen. de Sonnaz e gli ordina in termini bruschi di ripartire immediatamente per Volta e sostenere la difesa di quel Villaggio, addneendo, ch'egli non aveva certamente ordinato, ch'esso venisse a Gotto! Cessato niega d'aver dato simili ordini. Il De Sonnaz mostra
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