Rassegna storica del Risorgimento
GUERRA DEL 1848-1849
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1971
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pagina
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262
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Paolo Emilio Faggioni
al Re l'ordine scritto a matita dal Cossaio. Questi dice, che non era che un avviso di ripiegarsi sopra Gotto, qualora la difesa in Volta non potesse effettuarsi. Ma Corta canta e villan dorme , dice il proverbio, perciò il De Sonnaz, mentre si dispone a partire rimandando il Broglia colla sua divisione a Volta, risponde: Che a suo tempo farà vedere le sue ragioni, conservando quella Carta giustificativa, recatagli dal duca Dino, e che fece vedere allo scrivente, perché riconoscesse per vera la scrittura del eav. Cossato, e gli servisse di testimonio, quando produrrà quel documento. In verità il buon generale rimase mortificato, a ragione, dei rimproveri immeritati del Re, e stette taciturno e quasi stupido tutta la giornata.
Anche il generale Visconti si ritirava su Coito (colla 2" divisione di riserva: composta di lombardi, piemontesi ed altro miscuglio di gente) abbandonando Pozzolengo col gran- Parco d'Artiglieria, per cui alcune vetture cariche di munizioni furono prese dal nemico, che entrava da una porta del borgo, mentre per l'altra porta opposta uscivano i nostri (vedi la giustificazione del Visconti a p. 186 della Storia).
Goito veniva (addì 26) minacciato da due parti, cioè dal lato di Marmi-rolo, ov'è il ponte, e dal lato di Volta, attesoché avendo gli Austriaci trovato quel borgo sgombro di truppe, marciavano su Goito. Ma il gen. Broglia ch'era di nuovo in marcia su Volta, potè trattenere per alcune ore il nemico in lotta, e così dare tempo al Re ed al suo Quartiere generale di partire da Goito.
Combattimento notturno di Volta Mantovana. Broglia fu ancora favorito dall'oscurità e dalla sorte di poter respingere il nemico di là da Volta, ed occuparla egli stesso alle ore 10 di sera. Noi, stando sul campanile di Goito, potevamo ancora discernere la direzione dei fuochi delle due parti belligeranti, e riconoscere i loro movimenti. Ma siccome tanto la brigata Savoia, già decimata il giorno innanzi dal nemico, quanto la brigata Savona (ridotta ad un solo reggimento) non avrebbero potuto sostenere vittoriosamente l'urto delle truppe fresche nemiche, perciò la brigata Trotti fu spedita a Volta in aiuto di Broglia, il quale già ferito, non poteva più dirigere quella notturna impresa, e scacciare intieramente il nemico dalle case e dalla chiesa di Volta, ove erano nascosti 800 Croati i quali, dopo d'avere già prima al loro passaggio messo a ruba il villaggio, minacciarono ora d'incendiarlo.
26, 27 luglio. Goito, Bozzole {sic] o Bosólo. H modo di guerreggiare dei nostri era tanto riservato contro i villaggi, che temendo d'incendiarli colle artiglierie, andavano perciò a rilento: riguardo che non avevano i Croati, che vi commettevano ogni sòrta di nefandità. Quindi si accontentarono di occupare soltanto verso la mezzanotte Volta, facendovi da 50 prigionieri Croati e Tirolesi, che condussero a Goito. Ma all'alba del 27 una forza imponente di oltre 16 mille nomini con molti squadroni di Ulani ed abbondante artiglieria provenienti da Cavriana si avanzò su Volta e costrinse di nuovo i nostri a ritirale. Le nostre truppe, già prive da tre giorni di cibo, senza mai poter dormire né mangiare, né bere e costrette di giorno a marciare sotto un sole ardente (di 30 R.) non potevano più reggere a tanti strapazzi; e gli stessi cavalli, costretti a cibarsi di poca paglia od erba, non avevano più forza di camminare; sicché appena poterono alcuni giungere sulla pianura di Goito ed accamparvi!, cadevano a terra sfiniti. Ed ivi si spogliavano di tatto ciò che avevano indosso, gettando via armi, solcò, buffetterie, sacchi, abiti, .coccarde, e perfine le casse di medicinali ed attrezzi affidati alle ambulanze venivano gettate via e sparpagliate lungo la