Rassegna storica del Risorgimento

GUERRA DEL 1848-1849
anno <1971>   pagina <263>
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La campagna del 1848 263
via fra Coito e Bozzolo. La fame e la sete era generale, e nessuno trovava un tozzo di pane od un sorso d'acqua da poterai ristorare. Più di sessanta soldati vidi io stesso cadere bocconi a terra e morire di languore, e, come dissi altrove, due Savoiardi, sull'orlo di un fosso estenuati di forze, interrogati, perché non avessero seguitato prima il loro reggimento, e chiesto camìn facendo un tozzo di pane agli abitanti od entrali in qualche caffé uno di essi rispose: Je n'avais pas l'argent sur moi et je n'osale pas voler! . E un tale esempio di sublimi principii religiosi non si ravvisava certamente fra i Croati di Radetzkyl Ma che più. Se in Goito quasi tutte le case al nostro passaggio erano chiuse, le Autorità municipali fuggito, scomparso l'impresario dei viveri e dei foraggi con tutte le provvigioni per l'esercito, e perfino lo stesso Commissario del governo provvisorio di Milano (Conte Borromeo) più non si trovava in tale frangente. Le poche persone di Goito rimastevi, erano vecchi infermi.
27 luglio. Goito. Attaccati come dissi più sopra da due lati dagli Austriaci siamo costretti a lasciare questa posizione.
28 luglio. Goito. - Ritirata da Goito, per l'arrivo degli Austriaci. Tutti gli abitanti fuggono, solo lasciando i vecchi, i fanciulli e gl'impotenti a gover­nare le loro case.
Arrivo d'un furgone di pane da munizione, che non si potè distribuire alla truppa affamata perché sopraggiunta dal nemico. H Re spedisce un Parla* mentano a Radetzky, chiedendo 48 ore di tregua.
Siamo costretti a lasciare alla cura del nemico i nostri ammalati e feriti in Goito. Vi sono ancora umanamente trattati e curati.
Molti soldati morirono di fame ed estenuati per istrada.
A Marcarla avendo alcuni voluto mangiare pone caldo uscito allora dal forno, morirono subitamente.
28 luglio. Bozzolo. - Il Re non è contento delle proposte fattegli da Ra­detzky e ripiglia le ostilità, ma l'esercito era tutto in disordine, incapace di sostenere una lotta col nemico. Vuol disporle in battaglia lungo la linea del* l'Oglio, per dare l'ultimo combattimento, ma è costretto a ritirarsi su Cremona.
29 luglio. Co? dei Quinzani. - Si accampa a sei miglia da quella città a Co* dei Quinzani o Co* dell'oro e tenta, ma invano, una battaglia. La truppa è già troppo in disfacimento ed esausta di forze. Neppure in Cremona trova viveri sufficienti per la truppa.
39 luglio. Cremona. - Il Quartier generale è a Cremona. Il Re vuol difen­dere la linea dell'Adda.
31 luglio. Cremona. Soggiorno in Cremona. Il Re fa gettare due ponti sulTAdda, e divide l'esercito in tre colonne. U nemico vi attacca la retroguardia (divis. Broglia) che si difende valorosamente. Forti uragani si scagliano dal cielo. I soldati non potendo più reggere allo marcie si sdraiano sull'arena lungo le strade.
31 luglio. Codogno. - Il Re colla Riserva si porta a Codogno. Ivi ha luogo una breve scaramuccia eoi nemico.
1 agiato. Lodi. - fi costretto a ritirarsi su Lodi. Ivi si diede pure al ponte dell'Adda una battaglia, ma oltre alle artiglierie nemiche, anche il cielo sca­gliava fulmini sul nostro esercito.