Rassegna storica del Risorgimento
GUERRA DEL 1848-1849
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1971
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Paolo Emilio Faggioni
N. B. Incalzali sempre dui nemico alle reni, né potendoci noi più difenderci neppure ai fiumi, sarebbe stato più prudente consiglio il passare il Po a Cremona e raggomitolarsi a Piacenza o sotto Alessandria, unico ponto strategico che a noi conveniva, come diffatti l'ordine primitivo ch'era stato dato, ed a cui si attenne 1 generale Sommariva abbandonando Rocca d'Adda, era di ritirarsi su Piacenza; ma siccome al Re pareva viltà abbandonare la Lombardia dopo essere venuto a riscattarla, ed avendo promesso al governo provvisorio di Milano, che sarebbe venuto col suo esercito per difenderlo, e non sarebbe entrato in città che dopo un trionfo, perciò da Lodi si portava su Milano: ma sconfitto anche sotto le mura di quella metropoli, è costretto a rifuggiarsi in essa, per sua sventura. Ivi è insultato, minacciato della vita (5 agosto) e più. tardi (9 agosto) a conchiudere un armistizio con Radetzky.
Sir Abercambry Ministro inglese presso la nostra Corte, cerca di ottenere dall'Austria condizioni onorevoli di pace, a cui Carlo Alberto esterna la di lui soddisfazione, e per la regina Vittoria, che tanto s'interessava per l'Italia; ma le condizioni proposte da Radetzky non soddisfecero il Re e la Nazione; perciò si continuò le ostilità.
2 agosto. Lodi. - Il Re si fermò in Lodi per la risposta ora detta. Gli Austriaci, divisi in più colonne, ne spedivano una a Pavia.
Fu errore il nostro di spedire il gran parco d'artiglieria per la via di Piacenza su Garlasco, dal momento che il Re non seguitava [...] la ritirata sulla destra del Po. E così restammo senza munizioni da guerra per difendere Milano.
2 agosto. Mélegnano. - Il Re volle tentare ancora in Melegnano un combattimento; ma questo era infelice.
3 agosto. Milano. - Il Quartier generale si porta a S. Giorgio, fuori di Porta Romana, e fa esplorare i dintorni di Milano per trincerarvisL
N. B. Alcuni Milanesi avevano fatto credere al Re, che entrato il nostro esercito in città, avrebbero mediante un'inondazione artificiale allagato la strada da Lodi a Milano per impedire agli Austriaci di entrarvi. Ma era questa una falsa idea. Le truppe furono accampate fuori di città.
Si diede un combattimento sanguinosissimo fuori di Porta Romana, ma siccome le palle nemiche penetravano entro la segreteria del Quartier gene* rale all'Osteria di S. Giorgio, perciò si portò la sede in case Greppi in città;
4 agosto. Milano. - Gli Austriaci obbligarono i nostri a ritirarsi entro le mura, e frattanto il combattimento durò fino a sera tarda fra Porta Romana e Porla Vigentina, ove le bombe nemiche, ed i fulmini del cielo bersagliarono le nostre truppe.
5 agosto. Milano. Giornata di grandissimi trambusti in Milano (vedi la mia lettera dell'8 scritta da Vigevano nella quale sono descritte tutte le peripezie accadute in Milano).
Si spediscono tre parlamentari. Risposta di Radetzky.
6 agosto. Milano. Partenza delle truppe piemontesi da Milano per varie destinazioni.
Vigevano. Il Re sì porta a Vigevano. Aveva dapprima (issato di portarsi a Novara, ma giunto a Magenta indirizzava lo scrivente con varii ordini al Governatore di Novara, ed egli partiva invece per Vigevano.