Rassegna storica del Risorgimento

CASCIOLA BRIZIO; ITALIA NEUTRALIT? 1914-1915
anno <1971>   pagina <283>
immagine non disponibile

Don Brusio Casciola
283
Cacciaguerra pubblicò il tolto il 4 ottobre, nel n. 40 de L'Aziona. 1> Cli argomenti portati da D. Brizio non sembravano convincenti a Cacciaguerra che all'appello premette un avviso Ài lettori, nel quale ribadisce quanto aveva già seri t io a D. Brizio : ... L'iniziativa è nobilissima, ma non ci convince in* teramente... . Con ciò Cacciaguerra credeva di sminuire l'importanza della ini zialiva e di renderla praticamente innocua per i lettori del suo giornale; ma cosi non la pensarono i suoi amici: Vaina, Donati, Barlolelti, Marchi, Rovina, ecc. Costoro capirono perfettamente che la proposta di D. Brizio con le adesioni ad essa e le argomentazioni portate per sostenerla, minacciava di rovinare l'opera che essi avevano svolta in favore dell'interventismo. Inde irae! H numero se­guente de L'Azione (n. 41 dell'I 1 ottobre) reagisce violentemente contro le idee sostenute da D. Brizio. Nell'articolo di fondo Neutralità combattente , Vaina passa decisamente all'attacco. E un articolo violento, in cui l'autore mette tutta la forza della sua logica, della sua competenza in politica estera, del suo tem­peramento combattivo, per scalzare le basi della neutralità dell'Italia e della iniziativa della Lega dei neutri, usando tutte le armi, dall'ironìa più sferzante alla dialettica più scaltrita.
Cacciaguerra intervenne con il trafiletto Per la diritta via , nel quale rivela che Donati aveva minacciato fulmineamente la separazione dalla Lega e dall'azione e ribadisce la linea di comportamento de VAzione', essa man­terrà dirittamente la via per la quale si è incamminata : giudica doveroso per l'Italia l'intervento nell'attuale conflitto per il compimento del suo dovere di integrare l'unità nazionale... .
D. Brizio lesse attentamente l'articolo di Vaina 2) e la sua risposta fu immediata: il giorno stesso scrisse a Cacciaguerra una lettera dignitosa con la quale intendeva chiudere definitivamente il dibattito.8*
Constatata l'impossibilità di una intesa con gli amici de L'Azione, D. Brizio riassume lucidamente la sua posizione, considerandola sotto due punti di vista: pratico e ideale. Dal punto di vista pratico, ripete quanto già aveva esposto pre­cedentemente, ma aggiungendo qualche elemento nuovo: la responsabilità della guerra va addossata alla Germania, ma nessuna delle Potenze in conflitto è im­mune da colpa; la Lega dei Neutri rimane ancora l'unica forza possibile per condurre l'Europa ad una pace giusta e durevole; la decisione di un eventuale intervento dell'Italia va lasciata a chi ne ha la responsabilità e con essa la com­petenza necessaria; la guerra rappresenta una incognita pericolosa: non si deve dimenticare l'esperienza dell'impresa libica, che poteva rovinare l'Italia...
Nelle considerazioni ideali, D. Brizio rivela per la prima volta le profonde convinzioni che sono alla base di tutta la sua azione antinterventistica. Per lui la guerra che non sia di pura e necessaria difesa di un diritto è sopravvivenza di età barbare; onestà esige il rispetto leale delle alleanze con­
ti L'appello di D. Brizio e la relativa documentazione, a firma X. Y. occupano tutta la pagina prima del n. 40 e parte della seconda. Subito dopo è riportato un articolo abbastanza forte dì Pier l'Eremita (Una libera voce) che fustiga l'azione interventistica che Donati, Vaina e altri giovani andavano svolgendo sul foglio della Lega Democratica cristiana.
2) Sul foglio '-In; si conserva nel suo archivio sono ben visibili i segni a matita e a penna, i frequenti ponti interrogativi, le sottolineature, posti da D. Brizio.
8} ri n. 41 de L'Azione e delTll ottobre, la risposta di D. Brizio a Cacciaguerra è del 12. La lettera di D. Brizio fu pubblicata nel numero seguente de L'Azione In. 42 del 18 ottobre): v. doc. E.