Rassegna storica del Risorgimento
CASCIOLA BRIZIO; ITALIA NEUTRALIT? 1914-1915
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1971
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Don Bruto Cascivlu
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fatalmente alla guerra,1) tolta via lanciò la sua iniziativa. Questo ci rivela una sua caratteristica di fondu: egli ebbe chiara coscienza di dover lavorare per il futuro! Aveva una incrollabile fiducia nelle idee buone e sapeva che il buon seme, una volta gettalo, avrebbe infallibimente portato i suoi frutti, anche se il seminatore non ne avrebbe visto le realizzazioni: Basta che il seme gettato in un ora propizia sono sue parole germogli nascostamente nei migliori, per fiorire chissà quando improvviso, quasi miracoloso... . -, Come i profeti d'Israele e con lo stesso animo, egli parlava di neutralità, di solidarietà intemazionale, di pace, quando tutto era pronto per la guerra! Sapeva che, prima o poi, le sue idee si sarebbero affermate e che per il momento bisognava proporle e difenderle.
Questa sua caratteristica spiega anche il fascino che egli esercitò su tante persone, specialmente sui giovani e la sua ansia, non mai esausta, di comunicare luce di idee: e fu pellegrino che camminò sempre per portare agli amici il fuoco che bruciava nella sua anima.3 '
La guerra egli la accettò come un fatto compiuto, ma le fu contrario anche quando si trovò in zona di guerra a coltivare coi soldati gli orti che gli erano stati affidati dalle autorità militari. È degno di nota il fatto che mentre P. Se-mena, dal quale era partita l'idea della Lega dei neutri, spinto da considerazioni conerete, divenne ogni giorno meno neutralista e più interventista in senso anglo-francese , 4> D. Brizio rimase sempre anlinterventisla.
Il 12 maggio 1915, dichiarando imminente la guerra, dice a M. A.: ... sarebbe stato assai meglio di prevenire una sì terribile necessità e di cooperare altrimenti al bene di Europa (doc. 3), e quando l'intervento italiano divenne un dato di fatto, egli si rivolse agli Italiani per esortarli ad essere generosi con la Patria, ma volle anche additare loro i motivi concreti della loro guerra: affrettare la giusta pace, difendere i più sacrosanti diritti dei popoli, eliminare per sempre le inutili carneficine . 3> Egli vedeva così avverata, in modo paradossale, l'idea che aveva propugnata con la Lega dei neutri: l'Italia usava le armi per imporre la pace!
L'amore alla pace in lui fu la conseguenza dei suoi convincimenti più prò-
1) Prova ne sia che il suo appello si apre con questa affermazione ben chiara: Impazienza di popolo e di partiti sta per lanciare l'Italia nel vortice di sangue... ; non Bolo, ma nella lettera a Cacciaguerrn (12 ottobre) indicava esplicitamente che i grandi quotidiani quelli che determinano l'opinione pubblica e indicano quindi l'azione dei politici - da due mesi almeno si erano orientati verso le potenze dell'Intesa e quindi spingevano l'Italia alla guerra; capiva che la causa che egli propugnava era una causa che aveva pochi difensori (vedi la conclusione della stessa lettera: L'Astone, n, 42).
2) É la conclusione del commento che D. Brizio fece seguire alla pubblicazione dell'appello Signore, impazienza di popolo..., su L'Asiane, n. 40, 4 ottobre 1914.
3) Cfr. quanto egli dice nella quarta lettera, pubblicata da BEDESCHI, Lettera ai cardinoli di D. Brizio, p. 121 : < Né basta che io mi impegni al silenzio ; posso non pubblicare libri... ma posso rinunziare alla parola viva? E, conversando, potrei esprimere pensieri che non penso, dissimulare il fuoco che mi arde?... . e Ecco le mie vedute. Eminenza. Non mi propongo di sostenerle con pubblicazioni indebite. Ma potrò tenerle chiuse cosi gelosamente che non ne trapeli nulla? E potrei rinnegare me stesso? E allora perché vivo? (Ibidem, p. 124).
*) P. SEMEBJA, Nuove memorie di guerra, p. 9(5.
) Doc. D; vedi anche il manifesto Nell'ora bufa (doc. E), nella parte conclusiva.