Rassegna storica del Risorgimento

CASCIOLA BRIZIO; ITALIA NEUTRALIT? 1914-1915
anno <1971>   pagina <287>
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Don Brizio Caseiola
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GRUPPO DI LETTERE DI ELIGIO CACCIAGUERRA A D. BRIZIO CASCIOLA
(Autografe, conservate nell'archivio di D. Brusio Caseiola).
Cesena, 28 settembre 1914 Carissimo D. Brizio,
Non ho ricevuto l'appello di coi mi parla nell'ultima sua. Forse perché FAzione ha dato ospitalità alle voci che invocano l'uscita dalla neutralità?
Io ho l'impressione netta, tangibile che, almeno in Romagna non si vuole la guerra per viltà, per paura del sacrificio, del dovere, del dolore. Lo spirito borghese gaudente spensierato si è infiltrato in moltissima parte del popolo.
La Lega dei neutri temo (tale mi appare) che pecchi del vecchio pacifismo irreale. L'unico modo d'uccider la guerra è quello di inaridire l'egoismo : ma fin tanto che c'è tanta sete di piacere, tanta inerzia spirituale, la guerra appa­rirà un temporale risanatore. L'accordo dell'Italia e della Romania non può esser efficace se non sia una vera alleanza per la guerra. E se manca un accordo dell'Italia e della Romania con chi altri si dovrebbe iniziare la Lega dei neutri?
Anche il nome di Luzzatti così vacuo e dilettante uomo di stato non fa che ribadire il concetto dell'irrealtà dell'iniziativa.
Qnesta è la mia impressione. Anche Serra concorda con me. Non nascondo però che Serra non è uomo di fede.
Lei sa che ogni sua parola e atto per me hanno un'importanza quasi di comando per l'affetto che sento per l'anima sua e per la sua fede, ma questa iniziativa mi lascia incerto.
Io sento invece vivissimo l'impulso a spingere la gioventù a volere il com­pimento dell'unità d'Italia e a dar prova al mondo del nostro coraggio e della nostra coscienza nazionale.
Mi mandi l'appello e mi persuada. Anche a me preme di non far morire l'Azione, ma se tutta Italia si muoverà non le garantisco di star fermo. L'Azione e la Lega potranno parere una scusa ed io non voglio esser un vile e neanche parere.
D'accordo su Benedetto XV. Anch'io cerco di conciliare, ma disgraziata­mente Donati m'ha mandato quell'articolo così forte e audace: ho cercato di temperarlo con le note. Ma le confesso che ho sofferto moltissimo per la pena del dubbio se pubblicare o no.
Ho scritto a Murri con molto affetto ma con pari sincerità. Il convegno dei maestri andò benissimo a Bologna: trovai simpatizzanti assai vivi. Un gio­vane, Arturo Mugnoz, direttore della Preparazione di Macerata ha promesso di venir con me a trovarla. È amico e quasi discepolo di Salvemini.
Addio carissimo D. Brizio. Come desidererei di venire presto a trovarlo. Ma chi sa? Saluti a tutti i suoi e a tutta la colonia e agli amici. Colombo mi portò i saluti. Aff.mo
Eligio
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