Rassegna storica del Risorgimento

CASCIOLA BRIZIO; ITALIA NEUTRALIT? 1914-1915
anno <1971>   pagina <294>
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Ferdinando A ionica
velli, con discreto cinismo, si affannano a fabbricare, o scovare, il pretesto... Ora non è altrettanto certa ratinale sufficienza militare, com'è certo il danno d'un'aggressione agli alleati di ieri, nell'ora dubbia, se non sia provocata, o imposta da motivi superiori. Perché l'ingiustizia avvilisce l'offensore, provoca e arma l'offeso, o altro vindice. Ben lo sa la potente Germania, cui parve sag­gezza politica violare il piccolo Belgio!!
D'altra parie, questa neutralità passiva, sin qui prudente, non potrebbe durare senza esporci alla taccia di viltà: più tardi, forse, alla vendetta dei vin­citori, all'odio dei vinti.
Ed è lecito rimanere spettatori della infornai tragedia?
Noi crediamo che il sangue, la storia, la posizione geografica, anche lo interesse bene inteso chiedano all'Italia una neutralità diversa : attiva* cioè, gene­rosa, provvida; per consigliare o, se necessario, imporre, pur con la minaccia armata, il termine della guerra, in nome della umanità calpestata, e a condizione che il princìpio di nazionalità trionfi assoluto* e, ove questo non si applichi chiaramente, prevalga la volontà popolare, espressa con plebiscito libero e certo, in modo che ogni gruppo etnico possa esplicare liberamente, nel rispetto reci­proco, tutte le capacità native.
Nello altissimo intento la nostra Italia può ben trovare e deve cercar di avere concordi altri Stati neutrali d'Europa e quelli di America come noi interessati a che non muoia nessuna delle grandi civiltà; a che non scompaiano i piccoli Stati, utili campi di esperimento politico-sociale, al cui confine si fran­gono le rivalità dei maggiori; interessati a che non si mantengano, calpestando il principio nazionale, fermenti pericolosi di agitazioni permanenti e di guerre future; interessati a che non ristagni alcuna fonte di lavoro. Tale vasta Lega, la cui voce, confortata da relativi armamenti, non rimarrebbe certo inascoltata, dev'essere promossa dagli uomini di Stato; ma deve anche, necessariamente, prepararla un vasto moto di pubblica opinione.
E pertanto facciamo appello a lutti i Volonterosi, a quelli segnatamente che per la loro posizione economica e sociale possono., specie nella stampa, par­lare più alto e più efficace.
Questo appello rivolgiamo fiduciosi a Lei, onorevole Signore. La conforti ad agire virilmente, nella sua sfera, la certezza, che nulla oggi potrebbe tentarsi di più nobile e grande che arrestare con giustizia e durevolmente mostruosi conflitti e preparare le vie a quello che fu il sogno di grandi Spiriti: la Con­federazione degli Stati Europei che stringa in fascio fraterno le nazioni e le razze, necessarie tutte a ciascuna a vicenda per i fini di una civiltà supe­riore: più vera, più umana.
Dalle Prealpi Lombarde* 18 Settembre 1914.
À un primo appello risposero alcune critiche, molte più adesioni, cal­dissime.
E ora, mentre si vari formando gruppi iniziali nei Centri maggiori, chi ade­risce voglia inviare il suo nome, con eventuali osservazioni, a ...... .
Su L'Azione, Vappello e preceduta da questa notai
Con gli stessi criteri che nell'articolo di C. Vitali sull'/lsìone del 20 IX, fu da alcuni amici pubblicato un manifesto per la neutralità mediatrice annata.