Rassegna storica del Risorgimento
CASCIOLA BRIZIO; ITALIA NEUTRALIT? 1914-1915
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1971
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Ferdinando Atonica
Il Dina, Preside del Liceo di Livorno, inviando un'ode sul Liebknechi in cui deplora il suo volgare eroismo dì combattente e si augura una pace la Roma.
Piero Marrucchit Favero e altri e altri... entusiasticamente ed incondizionatamente, laici e preti, uomini di cultura e uomini di lavoro da ogni parte d'Italia.
Solo l'onorevole di Cesare, che deve essere evidentemente un nomo coraggioso, accusa il manifesto di propaganda di viltà. Che una neutralità attiva, concorde e provvida possa essere viltà non si capisce bene. E in questo senso gli ha già risposto il nostro Vitali II quale pure ci ha mandato da Roma alcune sue impressioni dell'ambiente che purtroppo ce lo rivelano montato, conturbato, privo di chiare vedute.
Già, con i nostri giornali non c'è studente che con grande buona fede non scriva la sua necessità della guerra. Non c'è giornalista di professione che con malafede altrettanto grande non ne prepari la inevitabilità.
Si ricorre a tutti i ripieghi, a tutti gli artifizi per persuadere il buon pubblico e spingerlo a manifestare la sua volontà travolgente. Relazioni innocenti come: lusinghieri giudizi di un alto ufficiale russo sull'esercito italiano; antitesi ritoccate quali : Come i popoli civili trattano i prigionieri (tedeschi prigionieri del Belgio sulla paglia) e subito accanto: Dopo il passaggio dei barbari (una cittadina francese bombardata); lo sviluppo mostruoso di un telegramma anodino del Re al Sindaco di Roma; le notizie montate, come da smentite ultime, della famosa questione di Rebus; il non parlare affatto o il parlare a denti stretti d'ogni iniziativa per la pace e la neutralità; guerra ad ogni costo e guerra subito. E invece?
I. Il Governo non ha sospeso le licenze degli ufficiali e, come ci consta da informazioni assunte, questi stessi in parte contrari non si accorgono dei benché minimi preparativi. E si sa che il Governo non farebbe guerra se non quando lo esigessero gli interessi vitali d'Italia.
II. SM. il Re firmatario del trattato della Triplice repugna ad un attacco contro l'Austria.
IH. Molti autorevoli personaggi politici tra cui, si dice, l'on. Giolitti, si son esplicitamente dichiarati per hi neutralità.
IV. Il partito socialista italiano nel manifesto prima e nel Congresso di Lugano poi con felice somiglianza d'idee e ammirevole incontro d'espressioni consente nel nostro Proclama:
Per questo i sottoscritti socialisti italiani e svizzeri, considerano loro compito di combattere con ogni mezzo l'ulteriore estensione della guerra ad altri paesi e di stigmatizzare come un attentato alle popolazioni lavoratrici e alle libertà civili ogni tentativo di coinvolgere nella guerra altri popoli. Con questo intendimento i rappresentanti dei partiti socialisti svizzero e italiano si rivolgono ai socialisti degli altri Stati. E mentre essi intendono di suscitare così una azione comune dei popoli, che, non travolti direttamente nella guerra, ne risentono tuttavia le dolorose conseguenze, contro il proseguire del terribile macello, invitano nel tempo stesso i partiti socialisti dei paesi neutri a sollecitare senza indugio i rispettivi Governi perché awiino trattative diplomatiche fra i Governi delle nazioni belligeranti allo scopo di ottenere la prossima fine della carneficina inumana >.
(Dal Corriere della Sera del 28 sett.)