Rassegna storica del Risorgimento

CASCIOLA BRIZIO; ITALIA NEUTRALIT? 1914-1915
anno <1971>   pagina <297>
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Don lirìzio Cocciola
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V. L'on. Giretti dava le dimissioni dal Partito radicale con criteri identici ai nostri.
VI. Il gruppo dei cattolici ufficiali di Milano con ponderate ragioni, si schiera dalla parte della neutralità (e il Corriere detta Sera ci scherza su molto a sproposito, perché atteggiamenti semplicisti ed empirici non si possono assu­mere che in mala fede, da chi non è semplice).
Vii. Gli Evangelisti di Venezia all'on. Luzzatti: Unione Evangelica Veneziana fa voti che Italia neutrale ma provvidamente armata chiami a rac­colta tutte Nazioni neutrali europee per imporre la pace ai belligeranti >.
V 111. Tutti gli Italiani che lavorano e per questo non parlano e non fanno dimostrazioni, non vogliono la guerra. Per chi dunque, mossi da chi, i grossi giornali non vedono che guerra e più precisamente necessità d'intervenire e più esattamente convenienza anzi inevitabilità di una cooperazione alla Triplice. Intesa?...
Giacché e lo diciamo chiaro ognuno dei belligeranti ha i suoi torti, prossimi o remoli, eccettuato l'eroico Belgio e invano si fa appello a moventi purissimi. Già chi condusse la tozza e tenace Germania a un così felino impeto di disperazione se non quell'isolamento da lungo tempo e con sapienza prepa­rato dall'Inghilterra, isolamento che stava quasi davvero per perderla? Questa guerra è invero un cozzo feroce fra le nazioni rivali della pletorica borghesia d'Europa, che sembra non possa purificarsi che in un battesimo di sangue.
E dopo le aggressive promesse dell'Inghilterra e della Francia a nostro riguardo chi ci fa ora, se non la Russia, quella gesuitica minaccia di tagliarci, neutrali, dall'Adriatico per concederlo alla Serbia; tenendole bordone Clemen-ceau in un articolo in proposito con una frase che è una meraviglia di perfidia a proposito dell'Italia Chi si riserba un giorno d'invocare il diritto deve mostrarsi prima capace di difenderlo?
Diciamo questo non per interrompere l'opera nostra e per rinchiuderci scetticamente in noi, ma anzi per dimostrare più che mai necessaria praticamente e idealmente la NEUTRALITÀ MEDIATRICE ARMATA.
Praticamente perché dagli uni e dagli altri abbiamo cose da rivendicare o da nessuno amicizia sincera da attendere. Idealmente perché aiutando o l'uno o l'altro verremo a ristabilire lo stata quo ante, contrario ai principi che reggono la nostra tesi e informarono la nostra ultima tradizione: II trionfo dei diritti della nazionalità (non certo edificati dalla asta pubblica che la Russia d'accordo con la Triplice Intesa fa della Dalmazia). Così la ragione ideale e la ragione pratica d'Italia non fanno che una cosa; e come potrebbe essere altrimenti se diciamo la verità?
Che se per soverchiente brutalità di eventi e di passioni parrà che ci siamo ingannati e delle ragioni ideali, che hanno convinto noi e moltissimi altri, non si terrà nessun conto; non avremo per questo perduto il tempo e In pena.
Basta che il seme gettato in un'ora propizia, germogli nascostamente nei migliori, per fiorire chissà quando improvviso, quasi miracoloso, tardo perché naturalmente complesso.
Dotte Prealpi 29 VII.
X. Y.