Rassegna storica del Risorgimento

CASCIOLA BRIZIO; ITALIA NEUTRALIT? 1914-1915
anno <1971>   pagina <298>
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Ferdinando /-Ironica
C
D. BRIZIO CASCHILA, Neutralità o guerra?
(Lettera a Cacciaguerra, pubblicata su L'Azione, 9 42, 18 ottobre 1914. Alla lettera segue In risposta di Cacciaguerra che pubblichiamo assieme alla lettera).
Erba (Como), 12 ottobre 1914 Caro Cacciaguerra,
Vedo che non possiamo intenderci, e per parte mia conchiudo, fissando alcuni punti per me indubbi, dopo che liberatomi dalle pressioni dell'ambiente e dalle suggestioni del sangue, ho potuto esaminare freddamente la situazione.
I quali sono, praticamente:
1. La Germania non immune di colpe inespiate, invidiata nel suo svi* luppo, contenuta nel naturale bisogno di espansione, ferita nel suo grande orgo­glio dal boicottaggio politico dell'Inghilterra, finanziario della Francia, com­merciale (minacciato) della Russia ; ha colto il primo pretesto (complice inco­sciente l'Austria), a prevenire l'altrui, temuta, con la propria offesa; spiegando il cinismo proprio di tutte le diplomazie, la ferocia di tutte le guerre.
2. I motivi superiori ostentati dai vari Gabinetti sono da mettere in qua­rantena; fatta, forse, eccezione per il Belgio e, in parte, per la Francia.
3. Una lega mediatrice di Neutri forte di ovvie ragioni ideali e, prosai* camente, stimolata dalla crisi economica spaventosa e generale, potrebbe assai bene, colla minaccia delle armi o col boicottaggio, proporre o imporre una pace giusta e durevole.
Con un Wilson a capo di ogni Stato la riuscita sarebbe indubbia. Si aggiunga l'appoggio eventuale e probabile delle Chiese cristiane e dei partiti popolari.
4. Le grandi Potenze che ora si sbranano han tutte qualcosa da restituire.
5. - A me e a voi mancano e la conoscenza dei fatti e la competenza e l'autorità necessarie a determinare comunque un'azione risolutiva, gravissima di conseguenze; come sarebbe una guerra.
6. Nessuno riesce a spiegarsi il voltafaccia dei grossi giornali, già gallo­fobi e triplicisti, da due mesi a questa parte. la psicologia delle folle suggestio­nate riproduce un fenomeno che tutti scontiamo: che poteva rovinare l'Italia (la impresa libica).
7. L'accordo di uomini così diversi come Salandra, Turati, Soderini, Gi­retti, Pinchia, Mussolini, Meda, Galimberti, ecc. mi pare significativo. Senza con­tare gli studiosi che hanno parlato nel Giornale d'Italia e altrove.
8. Nessuno pensa a biasimare la Danimarca e gli Stati Scandinavi, che pure hanno qualcosa da rivendicare. Ma noi chiediamo di più e dì meglio all'Italia, che eccelle fra le nazioni per temperanza ed equilibrio di facoltà, per senno politico.
E idealmente:
1. La guerra che non sia di pura e necessaria difesa di un diritto, è una sopravvivenza dì età barbare, come il duello.
2. Un'alleanza contratta nelle debite forme non si può lacerare né violare a capriccio. Si poteva e forse doveva, reclamare e denunziare in tempo utile e non si fece. Che se l'occasione della violazione fosse la debolezza e il pericolo degli antichi alleati, lascio agli onesti l'incarico dì qualificare la moralità e la nobiltà dell'atto. Altro che giustizia!