Rassegna storica del Risorgimento
CASCIOLA BRIZIO; ITALIA NEUTRALIT? 1914-1915
anno
<
1971
>
pagina
<
301
>
Don lirìziu Cascatiti
301
E
D. BRCZIO CASUOLA, Nell'ora buia
(appello stampato a Roma - Tip. Centrale, Quattro Fontane, 25 [ con la data ilei-l'Epifania del 1916. Nell'archivio dì D. Brusio Casciola si conserva anche l'autografo).
NeWora buia.
La verità vi farà liberi .
Ài giovani d'anni, o di cuore, che amano di fatto la Patria piò di se stessi, dedica queste considerazioni un nomo libero che, per quanto estraneo alla poli tica professionale, considera doveroso per chi ha mente e coscienza di scandagliare la portata dei pubblici avvenimenti ed esplorare ì segni dei tempi per trarne le direttive e la misura di quella azione che profonda sé nella terra, mirando all'infinito per aprire un solco e seminarvi un bene.
Sono già note agl'intelligenti le cause remote di questa guerra: rivalità economiche e politiche, desideri di rivincita, brame espansionistiche contrastate, mire egemoniche mal celate e peggio tollerate, l'incubo di un immaginato soffocamento. Molte cupidigie, alcuni sogni, un ideale.
Bastò il delitto di Serajevo a suscitare l'incendio, del quale si corse a sollecitare i profitti e non si seppe misurarne la portata, nella furia brutale delle prime aggressioni.
L'Italia entrò nella mischia rompendo in buona fede un patto meschino e già vacillante, nell'ora segnata da un destino insindacabile - forse occulto nell'intime pieghe dell'anima collettiva oltre ai calcoli contraddittori di gruppi interessati, contro a dubbi sapienti o delicati. Il materialismo della scuola della piazza e della vita, castigava e redimeva se stesso.
La storia di domani svelerà forse e giudicherà i responsabili e decreterà le giuste lodi a quelli che ben meritarono delle patrie. Ma oggi è tempo di agire: agire con coscienza chiara e volontà salda per sottrarre alle fiamme i beni più sacri, per liberare il terreno all'edifizio che sorgerà.
Guardiamoci attorno.
ÀI di sopra di moltitudini ignare che le necessità quotidiane assillano e migliorano, che i quotidiani oblìi ottundono e gli esempi e le dottrine insigni di male depravano; stanno menti e volontà vigili che guidano le Nazioni verso il porto, com'essi credono, della felicità.
L'Inghilterra ufficiale vuole la incontrastata signoria dei mari, e anche veglia con gelosissima cura a che non si costituisca nessuna egemonia sul continente.
La Russia ufficiale reclama la protezione di tutte le popolazioni Biave e lo sbocco libero al sud per le sue marine, con la chiave di Costantinopoli.
Alla Francia ufficiale il ano regime, innestato BUT un temperamento passionale e mobilissimo, non permette grande unità e continuità di programmi. Resta, o restava: la revanche, l'affermazione di vaghi diritti sul Mediterraneo occidentale, il proposito di costituire il paese in campo sperimentale, o meglio dimoBtrativo, per la coltura intensiva del libero pensiero.
Le mire e le brame degl'Imperi centrali non c'è chi le ignori.
Nei sogni di tatti scintilla un lembo di Mediterraneo.
Inoltre, da un quarantanni, auspice la Germania, le maggiori Potenze avevano adottato là massima de < lo Stato più forte che, mediante una burocrazia