Rassegna storica del Risorgimento
CASCIOLA BRIZIO; ITALIA NEUTRALIT? 1914-1915
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1971
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Ferdinando Aronica
dagl'infiniti sottilissimi tentacoli, e sotto l'egida parlamentare, governa liberalmente al di sopra e magari eoi concorso dei partiti addomesticati, placa le moltitudini (e le opposizioni di sinistra) con leggi protettive del lavoro, contrae miste? riosi legami, provvede al progresso con lavori politicamente redditizi e con la scuola, più o meno caotica e farraginosa; e più seriamente va in cerca di vasti mercati e colonie di sfruttamento e libere vie per i traffici, sotto l'ispirazione non mistica delPalta Finanza.
In tanto corruscare di attività materiali nessun statista si preoccupava che mancasse alla vita pubblica nazionale e internazionale una solida base di norme oggettive e certe, mallevadrici della sicurezza generale. Tutt'al più si fingeva di proteggere la religione stabilita, come un arnese di polizia preventiva.
Il tribunale dell'Aja fu già un miracolo di sforzo idealistico per la potenzia* lità spirituale del positivismo borghese del sec. XIX, che aveva scoperto il segreto di ammansare dolcemente la belva umana e rifarle un Eden. Erano... i giuochi ingegnosi degli Asili frobeliani lo sport e l'igiene.
Finalmente la scienza... laica aveva sfatato l'incubo mistico non che metafisico di non so quanti mila anni e aveva scritto sul frontone del novo tempio: per dulciti ad astrai
Quanto all'Italia, non immune da errori e debolezze gravi, in alto, che non la sommersero per le native (sebben neglette) virtù del suo popolo; essa ha colti vato proposili alterni e fragili di raccoglimento e di espansione, e ora si è concentrata in quello della sua integrazione territoriale ben garantita sul mare Adriatico.
Ma c'è un problema interno che forse non sarà mai risolto teoricamente per la estrema delicatezza dei termini. E pure è necessario di guardarlo in faccia, anche perché a molti (e così diversi!) giova di arruffarlo.
La S. Sede, considerata solo con occhio politico, ha contrastato per secoli la tendenza unitaria nostra e non è riuscita a conciliare praticamente certe esigenze dottrinali e disciplinari con le giuste libertà dei popoli. Ne è seguito un malcontento e poi un rancore scoppiato qua e là in aperta rivolta, propizia a chi voleva subentrare nei vantaggi materiali e morali della egemonia spirituale. In cambio ha salvato più d'una volta Roma e l'Italia, ha mediato la fusione delle razze, ha dato impulsi decisivi alle arti, al sapere, alla beneficenza, ha coltivato alla radice preziose virtù domestiche e civili.
E oggi, nel caos delle opinioni, nel marasma spirituale che ci fa dubbiosi dell'avvenire umano, la Chiesa tiene alta e ferma la sua bandiera di certezze austere e consolanti, potenti a dare un senso e un valore a questa tragica vita nostra, a educare una società men barbara. Per questo molti lontano guardano a lei con occhio nostalgico e forse è vicino il giorno che vegga dilatate le sue tende perché sia cattolica nel nome e nel fatto. E l'aumentato prestigio della S. Sede non potrà non ridondare sull'Italia.
Lo sanno benissimo le Potenze rivali; e per questo, e per una paventata confisca del Papato a profitto della Nazione che l'ospita, non cessarono mai dal soffiare nel fatale dissidio delle due potestà. E oggi più che mai.
Sono lusinghe e minacce alterne, da destra e da sinistra, senza badare a correttezza di mezzi.
Direi di più e meglio se ragioni altissime di disciplina nazionale non lo -vietassero.
Certo, i depositari della suprema potestà spirituale non han bisogno de miei consìgli. Essi devono avere appreso dall'Evangelo e dall'esperienza a diffi-