Rassegna storica del Risorgimento

MUSEO CENTRALE DEL RISORGIMENTO
anno <1971>   pagina <305>
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MUSEI, ARCHIVI E BIBLIOTECHE
IL MUSEO CENTRALE DEL RISORGIMENTO
Forse non tutte le persone presenti all'inaugurazione del Museo centrale del Risorgimento, tenutosi, nel centenario del plebiscito per Roma capitale, il 2 ottobre del trascorso anno, erano a conoscenza che nell'interno del Vittoriano, o di: quello che comunemente a Roma si chiama Altare della Patria , si cela­vano documenti e cimeli della nostra storia nazionale. Pochi, di certo, potevano sopporre che in quel giorno si dava finalmente attuazione a una legge dello Stato emanata ben 64 anni addietro. Infatti, quando, con il R. Decreto del 17 maggio 1906, n. 212, si era creato il Comitato nazionale per la storia del Risor­gimento, a quest'ultimo si era affidalo il compito di studiare, preparare ed or­dinare il materiale già raccolto, e di provvedere a nuovi acquisii per costituire in seguito, nel Monumento a Vittorio Emanuele in Roma, il Museo Centrale del Risorgimento italiano .
Ma a voler ripercorrere le lontane origini del Museo, bisognerebbe spingersi fino al 1880, quando dal Ministero della pubblica istruzione fu istituito un fondo speciale per l'acquisto di libri, opuscoli e documenti relativi alla storia del Risorgimento italiano, da collocarsi nella biblioteca Vittorio Emanuele Et in Roma; in tal modo, sino al 1906, si andò ordinando nell'apposita Sezione del Risorgimento un primo fondo.
Allorché, nell'aprile del 1909, il Comitato iniziò effettivamente i suoi lavori, ebbe cura di ampliare il fondo già esistente acquistando, tra il 1910 e il 1916, circa 19.000 volumi a stampa e opuscoli e l'imponente raccolta di stampe, mani­festi e bandi (circa 25.000 pezzi) del periodo risorgimentale che il libraio anti­quario Pio Luzzietti aveva formato in un ventennio di paziente lavoro. In quegli anni il Comitato provvide anche all'acquisto dì importanti documenti quali, ad esempio, il carteggio Checchetelli, numerose lettere di Domenico e Luigi Carlo Farmi, di Bixio; una stesura autografa del Rinnovamento di Gioberti.
Nel 1911, celebrandosi il cinquantenario dell'Unità, fu approntata all'in­terno del Vittoriano, nei locali in cui ora è situata la Sezione della Prima guerra mondiale, una Mostra temporanea del Risorgimento, e il prof. Vittorio Fiorini fu incaricato di raccogliere e ordinare il materiale.
Sorprende, nel leggere la relazione del Fiorini, il notevole senso storico e l'acuta visione del fine e del significato di una mostra risorgimentale che ebbero i curatori; sorprende perché non si può fare a meno, forse ingiustamente, di addebitare agli uomini dell'Ottocento, da un lato, un eccesso di retorica nel giu­dicare eventi a loro cosi vicini, dall'altro, un gusto estetico che risentiva del diu­turno contatto con le piccole cose di pessimo gusto di gozzaniana memoria. Primo e fondamentale concetto direttivo nell'ordinamento della mostra affermava il Fiorini fu che essa (...) non apparisse come una raccolta di quel che il caso o la vanità altrui potevano portarvi, ma fosse lo svolgimento razio­nale di un concetto organico. Cosi, e non altrimenti (...) dovrà essere costituito anche il futuro Museo , Una Mostra del Risorgimento, quando non si contenti di essere una fiera di vanità o un deposito di reliquie eterogenee, deve soprat­tutto essere suggestiva. Ognuno che la visiti, deve a seconda dei ricordi perso-
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