Rassegna storica del Risorgimento

MUSEO CENTRALE DEL RISORGIMENTO
anno <1971>   pagina <307>
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// Museo centrale del Risorgimento 307
Difficoltà ero nomi ohe e nuove guerre non consentirono che. neppure allora* si riuscisse ad aprire il Musco, per il quale erano già stati approntali nuovi ino* bili in bronzo. " Perché si potesse esporre al pubblico parie dei cimeli consenati. occorrerà attendere fino al 1949, quando si tenne, in occasione del Centenario, la Mostra temporanea della Repubblica Romana.
L'eseguita della somma stanziala e la conseguente mancanza di personale non permise che la Mostra divenisse Museo, si continuò, quindi, a provvedere solamente alla conservazione dei cimeli esistenti e all'acquisto di nuovi; mai, però, venne meno ai responsabili la speranza di riuscire un giorno a concretare quello che ormai era un sogno di più generazioni. Occorreva un'altra ricorrenza, questa volta il Centenario dell'unione di Roma all'Italia, perché all'Istituto per la storia del Risorgimento fossero concessi fondi sufficienti per riattare i locali e i materiali per l'esposizione. Nell'autunno del 1969, si intrapresero i lavori per la definitiva sistemazione del Museo, che potè essere così inaugurato il 2 ottobre del 1970, in occasione del centenario del plebiscito romano.
Queste le vicende storiche del Museo, vicende che hanno profondamente condizionato e il lavoro dei curatori e l'attuale sistemazione. A distanza di più di mezzo secolo dalla Mostra del 1911, non è mutato il criterio ordinatore; si è voluto, infatti, che il Museo rappresentasse lo svolgimento razionale di un con* cetto organico. Per questo sì è adottato uno stretto criterio cronologico, cercando di creare, pur nella grandiosa e movimentata architettura del Vittoriano, un certo percorso che aiutasse il visitatore a rivivere gli avvenimenti del Risorgimento.
Il periodo storico illustrato va dalla seconda metà del Settecenato alla fine della Prima guerra mondiale ed è stato suddiviso in cinque Sezioni.
L'ingresso si apre sul fianco del Vittoriano, verso il clivo Capitolino, in via di S. Pietro in Carcere, nell'ala Brasini; sulla destra dopo aver percorso un ampio atrio che, nello stile e nel rivestimento in travertino e mattoni a cor­tina, si richiama all'architettura delle antiche terme romane, si entra nella prima sezione dedicata al periodo che va dal dispotismo illuminato agli ultimi congressi degli scienziati italiani. È questo un ampio salone quadrato che acco­glie undici vetrine e due leggii, tutti in legno massiccio di pretto stile liberty , retaggio della mostra del 1911. Le vetrine recano, in questa come nelle altre sezioni, un numero progressivo e il titolo esplicativo dell'evento o del gruppo di eventi che si è voluto illustrare. Alle pareti, quasi a fascia continua, una serie completa di litografie colorate dei figurini dell'Armata Sarda dall'anno della fondazione di ogni Corpo al 1846; seguendo la numerazione delle vetrine si possono ammirare ritratti e documenti ufficiali dei Sovrani italiani del '700, si passa poi ai Francesi in Italia, alle repubbliche giacobine e alla sistemazione statale napoleonica.
Sono di notevole interesse alcuni autografi napoleonici, di Gioacchino Murat, i sigilli del viceré d'Italia Eugenio Beauharnais e un salotto di Elisa Bonaparte Ranocchi. Le sètte. la massoneria, sono illustrate con diplomi, formule dei giù* ramenti, sigilli e timbri.; nei moti del regno delle Due Sicilie, oltre a una serie di incisioni raffiguranti i protagonisti, spiccano la spada di Florestano Pepe e
*) Nell'articolo / cimai garibaldini che dal palazzo Senatorio posteranno al Museo del Risanamento nel Vittoriano, in La Tribuna, 8 novembre 1936, CECC.ARIUS, descrivendo le nuove Accensioni, dava per imminente l'apertura del Museo.
2> Vedine il catalogo: La Mostra storica dotta Repubblica Romana (1849), a rum di F. Foxzi V. E. GiuirrELLA, Roma, Comitato Nazionale per le onoranze a Giuseppe Mazzini, 1949.