Rassegna storica del Risorgimento
MUSEO CENTRALE DEL RISORGIMENTO
anno
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1971
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pagina
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308
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308
Alberto M. Arpino
un manoscritto di Guglielmo Pepe. In un angolo del salone delimitato da due alte vetrine, si sono raccolti i cimeli dello Spielberg: accanto alla prima edizione dei Promessi Sposi > letta dai carcerati, sono esposti cimeli personali del Pellico e del Muroncelli. '
I moti del 1831, il sorgere della predicazione mazziniana, i cimeli dei fratelli Bandiera e le tessere e le medaglie dei congressi degli scienziati italiani concludono la sezione.
L'ampiezza del salone ha permesso di disporre le vetrine in modo da far compiere al visitatore un percorso ad anello: si è valorizzata al massimo l'illuminazione interna dei mobili proprio per richiamare su di essi l'attenzione e per evitare spiacevoli effetti di riflessione della luce esterna.
Tornati nell'atrio di ingresso si sale, per un'ampia scalea in marmo, alla galleria superiore, ove è collocala la sezione del 1846-1849; le vetrine di questa sono in bronzo e cristallo. Nella prima parte si sono illustrati gli eventi dei primi anni del pontificato di Pio IX: i decreti d'amnistia e di indulto, la Guardia Civica, il consenso del popolo a questa nuova visione del Papato. Attraverso la concessione degli Statuti e la prima guerra di indipendenza (è esposta una bandiera militare del '48) si passa nella seconda parte della galleria ove, con una serie di vetrine, di quadri, di busti, si rievocano la Repubblica Romana e quella Veneta e gli altri esperimenti democratici del 1849. Nel lato interno si aprono due salette, ove sono raccolti rari cimeli di Mazzini e di Garibaldi. Al termine della galleria, una rampa elicoidale conduce alla sezione del Decennio di preparazione e della spedizione dei Mille. Ambiente, ancora una volta, di* verso per stile dai precedenti, pavimento in cotto, pareti intonacate: qui si sono collocate vetrine in legno di stile Novecento; è questa, forse, la sezione del Museo che, proprio per le caratteristiche del locale, risulta più compiutamente organica e meno dispersiva. La necessità di far percorrere ad anello anche questi .ambienti ha reso necessarie opere murarie per creare delle quinte prospettiche e una particolare dislocazione dei mobili. Ma chi non si soffermerà davanti alla bandiera del Lombardo , oppure non si curverà a leggere La Libera parola di Pisacane, dopo aver visto l'originale azegliano del Proclama di Moncalieri?
Per ragioni di sicurezza e anche di estetica, si sono sistemate in una sala interna le monete e le medaglie. Sulla base del medagliere Padoa , di ben 4.330 pezzi, si è operata una selezione che tenesse conto, oltre che della rarità numi* smatira del pezzo, anche del suo valore didattico, allo scopo di ricostruire sia con le monete, sia con le medaglie la storia del Risorgimento.
Particolare cura è stata posta nella scelta delle luci e delle stoffe per l'interno delle vetrine; nei locali del medagliere si è eliminata ogni fonte di luce esterna proprio per porre in risalto le caratteristiche di incisione dei pezzi; dove è stato possibile sono state approntate vetrine incassate per agevolare la lei*
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Prima di lasciare questo piano, i visitatori si addentrano nelle due salette
dedicate a Vittorio Emanuele II e al conte di Cavour e poi ripercorrono in discesa.
t) Tutto il materiale ordinato in questo lato del salone è stato dato al Museo, in deposito permanente, dalla Società Dante Alighieri che, al tarmino dell'ultimo conflitto, ha messo In solvo i cimeli sino ad allora conservati al Museo dello Spielberg.
*) La buona riuscita di questa sezione è dovuta esclusivamente al fatto che al medagliere ha dedicato la suo opera la dott. Silvana Balbi De Caro, esperta e valente numismatica.