Rassegna storica del Risorgimento

MUSEO CENTRALE DEL RISORGIMENTO
anno <1971>   pagina <309>
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Il Museo centrale del Risorgimento 309
la rampa elicoidale, per entrare nel grande salone dedicato al Regno d'Italia dal 1861 alla fine del secolo. I particolari architettonici dell'interno: rivestimento in marmo, colonne dal basamento bronzeo e grate dei termosifoni dello stesso ma­teriale, hanno indotto a collocare in questa sezione vetrine, di bronzo. L'ambiento è per superficie identico al sottostante salone della sezione dal '700 al 1846, ma diversissimo, come si è accennato, per i rivestimenti e per la maggiore altezza del soffitto. A ciò aggiungasi che il salone deve essere attraversato e non percorso ad anello. Di conseguenza si è ricorsi a un assetto particolare delle vetrine che assolvesse la duplice funzione di creare un percorso per il visitatore e nello atesso tempo lasciasse ampio spazio davanti al titanico bozzetto in gesso del monumento a Castelfidardo dello scultore Vito Pardo.
Il timore, non completamente fugato, che l'ampiezza del locale non consen­tisse una facile visione dei cimeli esposti, ha determinato la disposizione delle vetrine in bronzo, dedicate propriamente all'illustrazione degli eventi storici, su due fasce parallele nella parte destra del salone e ha consigliato un assetto ad angolo, nella parte sinistra, delle bacheche in legno e perpex della Collezione Enrico Serra dei figurini militari dell'esercito italiano del 1866 (prima della guerra). In questo modo il visitatore, partendo dai primi ministeri e dai problemi ancora insoluti del Regno: il Brigantaggio, Roma, Venezia, attraverso l'epopea garibaldina di Aspromonte e Mentana, e la campagna per la liberazione del Ve* neto, può giungere ai cimeli che illustrano la presa di Roma e l'ultimo plebiscito dell'Italia unita, le imprese coloniali, l'irredentismo ecc.
Nel salone, quasi in contrappunto ai giganteschi soldati bronzei che com­batterono a Castelfidardo ì tremila figurini della ricordata Collezione Serra >, depositati dall'Ufficio storico dello S.M. Esercito* una delle più interessanti raccolte del genere: al di là della minuziosa ricostruzione delle divise, delle armi, degli schieramenti dell'esercito italiano, la raccolta è resa più. preziosa dal fatto che l'Autore ha formato i volti dei singoli personaggi con le fotografie originali, sicché sono tutti riconoscibili ed identificabili.
Usciti dal salone dell'* Unità , attraverso una serie di rampe di scale, ove sono stati collocati cimèli delle prime campagne coloniali, si accede alla sezione della Prima guerra mondiale. Si è nel locale ove si era tenuta nel 1911 la Mostra del Cinquantenario: due saloni circolari collegati da una lunga gal­leria. Anche in questo caso la particolarità dell'ambiente ha reso necessari deter­minati accorgimenti tecnici: la galleria è stata movimentata da una serie di pan­nelli in cemento sorretti da strutture in ferro che si richiamano ai cavalli di fri sia delle trincee. Su questi pannelli, ancorati a stratture portanti metalliche, una serie di riquadri di plastica che racchiudono materiale fotografico e docu­mentario del conflitto. Nei due saloni di testata, vetrine di bronzo disposte a cerchio: la sezione è arricchita dai busti dei comandanti delle grandi unità militari e delle medaglie d'oro, alle pareti quadri raffiguranti episodi della Grande Guerra. Nel salone terminale, al centro delle vetrine, è collocato il cannone da 76 sul quale fu trasportata la Balma del Milite Ignoto. Nell'ultima vetrina del Museo, che reca il titolo Verso l'avvenire, sono conservate le pietre lunari e il tricolore italiano recato dall'Apollo 11 sulla Luna, donati al Musco dal Presidente della Repubblica, Giuseppe SaragaL
i) I quadri e ì busti di questa sezione furono donati nel 1936 al Museo dalla Regina Elena; sono quelli proni iati al concorso bandito per ricordare le medaglie d'oro.
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