Rassegna storica del Risorgimento
MUSEO CENTRALE DEL RISORGIMENTO
anno
<
1971
>
pagina
<
315
>
Libri e periodici
315
tari, possidenti illuminati, ere), per eliminare la pratiche agrarie tradizionali e HOflH-lui rie con una più aggiornata attività agronomica; il ohe per noi riveste un interesse particolare, dato che io Italia sono ìutt'altm rhe f rei pi enti studi e ricerche di tecnica agricola. D'altro luto, da un punto di vista generale, è noto elle l'introduzione di strumenti sempre più perfezionati e di macelline nell'agricoltura, l'impiego di mezzi meccanici a raggio sempre più vasto, la lentezza o la rapidità della loro adozione, ecc. non riguardano soltanto un progresso di natura tecnologica, ma investono anche problemi di carattere economico e sociale (piccola e grande coltura, distribuzione della proprietà, presenza di determinate categorie di lavoratori della terra, fenomeno di disoccupazione o di emigrazione ecc.), di cui ebbero a occuparsi in molte riprese scrittori politici, economisti, possidenti, italiani e stranieri, dall'inizio della rivoluzione industriale in avanti e specialmente verso la metà del secolo XIX. E il Farolfi, compiendo un'ampia ricognizione sulla letteratura relativa alla Toscana, dimostra che i tentativi compiuti da proprietari e agronomi in questa direzione non furono con* fonati da esiti positivi, se al tempo dell'Inchiesta agraria Jacini venivano ripetute le critiche alla conduzione dei fondi, e rinnovate le stimolazioni alla modifica delle pratiche agrarie messe in campo molti decenni prima.
Lèntissimo fu dunque non tanto il progresso della tecnica nella innovazione degli strumenti agricoli, quanto il passaggio da pratiche tradizionali di lavoro a forme più articolate e moderne, anche a seguilo dell'introduzione delle macchine.
Prendendo in esame, all'inizio, l'inchiesta napoleonica, accolta più che pei dati statistici, per la visione d'insieme, le osservazioni di commento, il carattere largamente descrittivo ecc., il F. descrive pratiche e strumenti agrari e, soffermandosi sulla cerea* licoltura, parla della rotazione delle colture, della scarsità del bestiame, dei tipi di lavorazione (con aratro, vanga, zappa ecc.) e in particolare della vangatura, della quale agronomi ed economisti fin dal sec. XVili avevano messo in chiaro il costo a causa della mano d'opera necessaria. Di indubbio interesse inoltre risultano le memorie lette presso i Georgofili e i tentativi pratici di Ridolfi, Lambruschini. Bicasoli, Caiubray Digny ecc. per la costruzione, il perfezionamento e l'impiego di strumenti agricoli (aratri, trebbiatrici ecc.) nella lotta contro l'arretratezza dell'agricoltura toscana: < In effetti, il complesso di ricerche, di esperimenti, di discussioni avviato dagli agronomi toscani per l'introduzione di nuovi strumenti e di nuove pratiche agricole ebbe un esito sorprendentemente sproporzionato al suo valore scientifico e tecnico. Se i nuovi strumenti agricoli furono adottati in alcune fattorie modello, il quadro generale delle pratiche agricole negli anni tra la Restaurazione e l'Unità, nei quali furono più intense le ricerche e gli esperimenti, rimase relativamente statico. Come appare dalla letteratura agronomica di questo periodo, dalle descrizioni di varie zone agrarie del Granducato pubblicate nel < Giornale Agrario Toscano fino alle pagine relative alla Toscana dell'Inchiesta Janni, pratiche e strumenti rurali rimasero assai simili a quelli che nei primi anni del secolo erano stati descritti nelle inchieste napoleoniche (p. 67).
Alla quale conclusione ritorna il F. negli ultimi paragrafi del suo lavoro, allorché tirando le somme sulla base di alcune memorie di Cosimo Ridolfi, Lambruschini ecc., sottolinea come la trasformazione delle pratiche agrarie e degli strumenti andasse di pari passo con la trasformazione dei rapporti mezzadrili, base tecnica dell'agricoltura toscana. Il che apre un altro discorso, dal F. non affrontato nell'ambito della sua ricerca.
RENATO GIUSTI
La rorrcspontlimrn de pape et de empereurs de Russie (1814'1878) selon Ics tlocu-mcnts uiithentiques, a cura di SOI'HIA OI.SZAMOWSKA-SKOIIÓNSKA (Miscellanea llisto-riae Pontifirjae, 29; Roma, Pontificia Università Gregoriana, 1970, in 8, pp. XX 386. Sp.
Utile senz'altro è questa pubblicazione, che raccoglie la corrispondenza di pontefici e imperatori di Russia per vari decenni, adeguatamente presentata da un'intro-