Rassegna storica del Risorgimento
MUSEO CENTRALE DEL RISORGIMENTO
anno
<
1971
>
pagina
<
316
>
316
Libri e periodici
rìuzione di circa 200 pagine, distinta in vari capitoli, nella quale sono indicati per i vari periodi i temi e i problemi più rilevanti nelle relazioni tra Russia e Stato ponti* ficio dal Congresso di Vienna a quello di Berlino.
Se il problema più importante, all'indomani della sconfitta di Napoleone, fa con la ripresa delle relazioni diplomatiche l'organizzazione della Chiesa cattolica nei territori polacchi soggetti all'Impero, soltanto dopo la morte di Alessandro I, durante il trentennio di dominio di Nicola I, si può cogliere il dispiegarsi, di una più intensa attività diplomatica tra le due parti: la missione Bernetti del 1826, la politica religiosa dei primi anni di Nicola (fatte sans dire), la difficile condizione della Chiesa dopò l'insurrezione polacca del 1830-31, la purificazione della chiesa di rito greco ecc. indicano alcuni momenti dei rapporti tra papato e impero ; rapporti che, anche in seguito, restarono diffìcili per la politica di repressione, le misure orbi* trarle verso la chiesa greca-nnita. Una atmosfera del tatto diversa (una vera distensione tra le parti) si andava delineando verso la fine del pontificato di Gregorio XVI e al momento del concordato del '47: Quinze années de tatticrue pleine de reserve, d'égards, mais aussi de fermeté de la pari da vieux Pontile envers le jeune Tsar, avaient porte leur fruits. D'autre pari, les exigences poliiiques de procéder à une tolerance religieuse en Russie en face d'une vague de nonvements révolutionnaires en Europe avaient convaincu l'Empereur de modifier son point de vue, exclu-sivement orthodoxe et nati onalisi e (p. 89). Ma la rivoluzione del "48 e la fuga da Roma di Pio IX facilitarono, in Russia, il ritorno alle leggi oppressive dirette contro la chiesa cattolica che, neppure con la salita al potere di Alessandro II, ebbe a giovarsi di mutamenti favorevoli, mentre un nuovo scacco subiva la politica di conciliazione, con la missione Chigi nel *56; per il periodo successivo, e per un aspetto particolare, è di qualche interesse il recente volume di Stanisi aw Bóbr-Tylingo, La Russie* Vegligli et la Pologne 1860-1866, Romae-Londonii, 1969. Il problema polacco, la proposta di riattivare la Nunziatura in Russia, la disapprovazione papale pel reggi* mento russo in Polonia (e in specie per l'oppressione alla Chiesa cattolica), ed infine bi ripresa di una politica di spogliazione e hi rottura delle relazioni diplomatiche caratterizzarono gli anni seguenti, mentre l'Eglise catholique dans le plus vaste diocèse d'Europe deperìssait lentement (p. 147), e nuovi nodi avrebbero dovuto essere sciolti più tardi, prima e dopo il Congresso di Berlino.
RENATO Gresil
he Relazioni diplomatiche fra VAustria e il. Regno di Sardegna, I serie: 1814-1830. voi. HI (2 settembre 1822-24 loglio 1830), a cura di NARCISIO NADA (Fonti per la storia d'Italia, 106); Roma, Istituto storico italiano per l'età moderna e contemporanea, 1970, in 8, pp. XJV-405. L. 5.500.
Il presente volume, che si propone di illustrare i rapporti tra Austria e Regno di Sardegna dalle esperienze di restaurazione politico, all'indomani della rivoluzione del '21, fino alla conclusione dell'epoca di Carlo Felice o meglio della rivoluzione di luglio in Francia, offre on disegno assai nitido, anche se non del tutto sconosciuto, non solo delle relazioni tra due Stati, ma anche dell'ingerenza austriaca in Italia per circa un decennio. Per quanto si possa parlare di stasi politica, di conservazione, di ripristino di poteri assoluti da parte del sovrano, specie nei primi anni di regno, è certo che il Piemonte risaltava per l'Austria un osservatorio (e indirettamente strumento di penetrazione) di primo ordine per le questioni italiane e pei rapporti con la Francia prima dell'aggravarsi della situazione europea negli anni '30. S'intende che il carteggio. nell'accurata scelta del Nuda, dà risalto ad alcuni temi che ricorrono di frequente (ad et, la questione Carignano; gli omigrati italiani, ecc.), oppure che caratterizzano momenti significativi della vita diplomatica europea (ad es. il Congresso di Verona; l'insurrezione greca; 1 problemi del Levante ecc.); 1 dispacci però del barone Duiser, del conte von Liitzow, e del conte von Senfft-Pilsiieh si intrattenovano sovente sulla classe dirigente piemontese, sull'Attività di governo, sulla vita politica, amministrativa e culturale del Regno di Sardegna, offrendo talora uno spaecato assai significativo