Rassegna storica del Risorgimento
MUSEO CENTRALE DEL RISORGIMENTO
anno
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1971
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pagina
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317
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Libri e periodici 317
delle vicende interne del Piemonte, e non solo delle relazioni internazionali. E della importanza della sede diplomatica di Torino è chiara menzione nelle istruzioni del principe dì Mettendoli al Lùtzow (pp. 83-94) e nei dispacci che l'ambasciatore inviò fin dall'inizio della sua missione, specie nei commenti del 1824 e del 1825, nei anali è un vero e proprio quadro d'insieme della situazione piemontese dal punto di vista austriaco , della condotta politica del governo, dell'altalenante tradizione sabauda tra Francia ed Austria. Verso la fine tuttavia del decennio in parola, mentre cresceva l'interesse francese per le cose italiane, incominciarono a manifestarsi maggiori difficoltà per la politica austriaca in Italia, sia per le voci di un'alleanza austro-sarda che stimolava le preoccupazioni francesi, sia per le tendenze nèutralistiche del governo sardo (pp. 305*307), sia per i diritti di .successione del prìncipe di Carignano; un rimedio al peggioramento delle cose in Italia non sarebbe venuto dalla creazione di una Commissione centrale di polizia per l'Italia. I dispacci dell'ultimo anno, mentre veniva dissipata ogni preoccupazione francese e mentre cadevano nel nulla le dicerìe che erano state per qualche mese al centro della corrispondenza diplomatica, sembrano anticipare quella che sarebbe stata in avvenire l'azione diplomatica e politica del Regno di Sardegna, oscillante tra Austria e Francia, e indicare i limiti entro i quali si sarebbe mossa più tardi la decisione politica di Carlo Alberto che il conte Senili giudicava di carattere douteux , incapace di ispirare confidenza: EH observant ce Prince depuis son voyage de Sardaigne, où il a été, comme de raison, entouré d'empressemens et dTiommages, on reconnoit dans ses propos encore plus de légèreté, de présomption et janctance qu'auparavant, et l'on ne trouve aucune so-lidité dans les jugemens quii prononce sur les inoyens d'amélioration dans l'admini-stration du pays (p. 359). I volami prossimi, che il Nada sta preparando, ci porteranno al centro dell'età cario albertina fino al '48, ed offriranno senz'altro, sulla scia degli studi del Rodolico, una documentazione di primo ordine per intendere l'opera svolta dal sovrano per l'ammodernamento dello Stato, pur nei: limita della politica metternichiana in Italia.
RENATO Grirs-ff
BIANCA FIORENTINI, Malta rifugio di esuli e focolare ardente di cospirazione durante il Risorgimento italiano ; Malta, 1966, in 8, pp. 209. S. p.
È uno studio di largo respiro, ben degno di essere conosciuto non solo perché è frutto di lunghe e faticose ricerche su preziose fonti in gran parte inedite, tant'è che sai profughi a Malta dorante il nostro Risorgimento non si avevano sinora che notìzie per lo più incompiute; *) ma anche perché (ciò che pure assai conta) è condotto nell'insieme con sagace avvedutezza critica.
Il primo denso capitolo, ricco di particolari sui quali non mi è concesso soffermarmi per la tirannia dello spazio, è dedicato alla conquista dell'isola maltese da Napoleone durante il suo viaggio in Egitto, alla successiva occupazione dell'Inghilterra in nome della Corona di Sicilia e a tutti gli intrighi per differirne lo sgombero sino al trattato di Parici del 30 maggio del 1814, con il quale entrò ufficialmente a far parte dell'Impero inglese. Ma mi pare opportuno per lo meno, eia pure alla lesta,, metterne in rilievo i punti più salienti, poiché ne tacciono anche i manuali scolastici più diffusi.
Il 28 agosto del 1798, quando giunse la notizia della sconfitta di Napoleone ad Abnkir, i maltesi credettero ohe fosse finalmente .giunta l'occasione per liberarsi dalla odiata guarnigione francese, mn dopo una lotta sanguinosa, non riuscirono che ad assediarla a Valletta. Per compiere l'impresa mancavano di armi e di munizioni, ma, particolarmente, di un capo militare capace di dirigere le operazioni. Non avendo il Re delle Due Sicilie, sovrano dell'isola, risposto al loro appello, sì rivolsero all'ammi-
') È da ricordare però Punico saggio della nostra storio grafi, ila cui ha tratto qualche giovamento la Fiorentini, Gli esuli italiani in Malta di A. CORBELLI, uscito nel 1929 nella rivista II Risorgimento italiano.