Rassegna storica del Risorgimento
MUSEO CENTRALE DEL RISORGIMENTO
anno
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1971
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Libri e periodici
raglio Nelson, la cui Anita si trovava nelle acque del Mediterraneo, dal quale non solo ottennero che venisse loro assegnata la somma occorrente per la guerra, ma, per giunta, mandò egli stesso in aiuto il suo rapii.ino di, vascello Alessandro J. Ball, Il quale nell'assalto alle collina di Corredino die prova di tanto valore che i Maltesi lo pregarono di non risiedere più in mare, ma di assumere non solo la direzione delle loro armi, ma la direzione anche politica della loro città in nome della Corona delle Sicilia, rio che egli accetto ben volentieri assicurandoli che d'allora in poi avrebbe lavoralo unicamente nel loro interesse, E da qui ebbero inizio le sventure dei Maltesi perché ben presto egli die prova dei suoi subdoli intendimenti. In effetti alcuni giorni prima della resa della guarnigione francese egli assunse nelle sue masi i pieni poteri e privò i suoi sudditi di ogni libertà. E non valsero le preghiere, le istanze, le suppliche perché fosse ridata a Malta una costituzione sulla base dell'antica, anzi da allora man mano si fece più dura l'amministrazione britannica probabilmente (come ben giudica l'Ai) per impedire che altri si impadronissero del paese con la connivenza dei nativi. Tale, su per gin, era la situazione a Malta quando, dopo i moti di Nola e di Avellino, vi si rifugiarono, attratti la maggior parte dalla mitezza del clima, numerosi profughi appartenenti in gran parte al Meridione, cui molti altri seguirono nel 1822 e nel 1823, per lo più notevoli per nobiltà, per cultura, per censo, sui quali non posso (e mi spiace) fermarmi su. Ma il primo che vi giunse e vi soggiornò per oltre due anni, sempre protetto dagli inglesi perché era sfuggito agli arresti per interessamento di un Sfr". fu il poeta abruzzese Gabriele Rossetti, che vi tenne, sempre applaudito, parecchie accademie poetiche, assai ammirate dal pubblico dotto, cui altre ne seguirono di poesia estemporanea di profughi giunti poco dopo, care particolarmente agli studenti universitari. Ma sovra tutto mi preme far presente che nel frattempo o poco dopo si fecero man mano più cordiali i contatti tra gli esuli più illuminati e i nobili maltesi. E a quelli tocca il merito di averli incoraggiati a riprendere senza tema, ma con costanza, la lotta per il recupero dei loro antichi diritti superando cosi l'apatia in cui da più anni eran cadati. Fu una lotta, a dire il vero, aspra e tenace che se da prima non ottenne che un semplice organo consultivo, si concluse per altro, dopo incessanti pressioni, con una grande vittoria, e cioè la libertà di stampa, accolta con giubilo non solo dai maltesi ma anche -dai profughi perché da anni non esistevo, a Malta che un unico foglio La Gazzetta del Governo con notizie locali di scarsa importanza, tanl'é che poco dopo uscirono due giornali, e cioè il settimanale Portafoglio Maltese e il giornaliero, che avrà lunga vita, il < Mediterraneo , ideato dal rifugiato Tommaso Zauli Sajani.
d'allora si sviluppò tanto il giornalismo a Malta, come afferma con assolata certezza la Fiorentini (che dell'argomento si è già occupata altrove or non è molto), che in Otto mesi uscirono ben 28 pubblicazioni diverse e quando l'Italia fu unita i fogli nel paese eran saliti a oltre trecento.
A dire il vero nel 1838, di cui ho fatto cenno su, pochi erano gif esuli a Molta, poiché verso la fine del 1837 l'epidemia collerica aveva fatte tra gli abitanti 4259 vittime, DIA due son ben degni di essere ricordati, e cioè il principe di Capoa Carlo di Borbone (e ;cr ritornerà sovente), fratello del Re Ferdinando con il quale era in dissidio non perché avesse sposato ano borghese, ma perché, protetto dall'Austria e di idee liberali, sperava di salire sul trono siciliano, e Nicola Fabrizi, giuntovi il 1 novembre 1837 a bordo di un pacchetto inglese assieme con i fratelli, proveniente dalla Spagna ove era corso in alato dei siciliani insorti. E nell'estate del 1839, accordatosi con alcuni esuli avveduti, e particolarmente con il su citato Zauli Sajani con cai strinse sin d'allora uno calda amicizia, fondava una nuova associazione in contrasto con la mazziniana (e il Mazzini ne ebbe om profondo dolere), e cioè La Legione Italica, poiché la precedente oro ormai irrevocabilmente morta e per sempre (così egli pensava) essendo ormai inattiva nell'interno e guasta all'estero e destinala particolarmente ai giovani rinnovati nell'azione e nello spirito e capaci pertanto par con i rivoluzionari più ardM di portare un valido aiulo al movimento unitario coi egli sin d'allora aspirava ardentemente tont'è che pochi muti dopo e precisamente verso la fine del luglio del 1843 dopo molteplici accordi non solo con gli emigrati più autorevoli ma anche