Rassegna storica del Risorgimento

MUSEO CENTRALE DEL RISORGIMENTO
anno <1971>   pagina <320>
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Libri e periodici
da Ruggero Settimo sa ricordato, alla quale aderirono i moderati, assai numerosi, (autori di una monarchia siciliana sul modello sabaudo rinunciando compi inamente al separatismo, poiché, qualora la Scilla fosse rimasta in bolla di sé, sarebbe indubbia mente caduta nelle mani dello straniero. Ma anche gli inglesi, sia ben inteso, benché elogiassero di continuo la dinastia sabauda, avovan sempre nel cuore l'agognato pos­sesso dell'isola incantevole.
Ma nel gennaio del 1855 un avvenimento inatteso mise in orgasmo non solo ì profughi, ma anche i maltesi. Cavour, d'accordo con il re, benché si dimettessero alcuni ministri, aveva aderito all'alleanza con le potenze occidentali per le operazioni in Crimea; ma a nulla valsero le proteste, specie del Mazzini (son cose note) il quale accusava il governo con aspre parole che con la spedizione militare avrebbe messo in pericolo l'avvenire del paese. Ciò non di meno nell'aprile giungevano a Malta, malvisti anche dal popolo, i primi combattenti comandati dal generale Arnaldi; ma assai peggiore fu l'accoglimento, dopo la conclusione del trattato di Parigi del marzo del 1856. Giuntovi a Malta il terzo ed ultimo contingente, ne nacquero risse, rancori e anche idee di vendetta che culminarono con l'uccisione dell'ispettore di polizia Caruana.
Nel 1858 e nel 1859 molti esuli lasciarono Malta per portarsi in territorio sardo, e tra essi mi piace ricordare almeno Francesco Angherà, calabrese, che, liberato per amnistia dalle carceri militari di Catanzaro (era volontario del Reggimento Reale di Artiglieria) riprese le armi e per il primo inalberò il tricolore.
Dopo l'infelice spedizione di Pisacane raggiungeva Malta il mazziniano Rosalino Pilo, accolto calorosamente da Fabrizi, che era in quel torno capo del comitato d'azione e aveva affidate ai suoi collaboratori maltesi il compito di seguire, e dargliene corno, la grave situazione in Sicilia dopo la morte di Ferdinando II. Vi è da credere che non solo ne abbia informato l'amico, ma gli abbia anche esposto la sua idea della necessità di un'azione in Sicilia, idea che parve indubbiamente ottima a Pilo. Tutto quel che ne seguì è ben notevole e inutile tornarci su, ma, se non erro, mi par lo-devole l'affermazione della Fiorentini che il vero artefice della spedizione dei Mille fa il modesto Fabrizi ed altri ebbero il merito dell'impresa.
MARINO CIRAVEGNA
Gran Bretagna e Italia nei documenti della missione Minto, li serie: 1830-18*18, voL I: 21 agosto 18474 febbraio 1848, voi. II: 5 febbraio-12 maggio 1848, a cura dì FEDERICO CITRATO (Fonti per la storia d'Italia, 107, 108); Roma, Istituto storico italiano per l'età moderna e contemporanea, 1970, in 8", pp. XVII-374, pp. 336. L. 11.000.
Assai significativa, e per quanto ben nota ai contemporanei ed agli storici in; seguito, ancora in parte da studiare attraverso i Minto Papera* è la missione Minto tra la fine del 1847 e la primavera del '48, non tanto per gli esiti (che un biografo giudica sfavorevolmente), quanto per l'impressione succitata in Italia e fuori, negli ambienti liberali o reazionari. Opportuna dunque, e ottimamente curata come di consueto dal Curato, la pubblicazione di due volumi di documenti, lettere e diario ecc., in base ai quali viene confermata e delineata la personalità di e un paziente negoziatore, un fedele seguace dell'impostazione data da Lord Palmeraton alla politica estera britannica (p. XIII), olla vigilia della rivoluzione del '48. Poco chiaro resta tuttavia ancora l'intrecciarsi dei colloqui segreti che il Minto ebbe con liberali italiani nei vari Stati, mentre soltanto la pubblicazione di diari, corrispondenze, rela­zioni degli e interlocutori > italiani potrebbe forse portare qualche altra luce sulla azione svolta segretamente dal ministro inglese in missione in Italia. Se l'insieme delle corrispondenze all'inizio del primo volume serve n ricreare l'atmosfera politica della estate 1847. a spiegare l'origine della missione accompagnata da una squadra navale (politica austriaca in Italia; situazione esploliva; tensione in Europa questione irlan­dese; Stato pontificio ecc.), e a indicare - - a diversi livelli - - gli scopi dell'invio di Lord Mimo in Svizzera, Piemonte, Toscana e a Roma, e la svolta dello politica inglese