Rassegna storica del Risorgimento

MUSEO CENTRALE DEL RISORGIMENTO
anno <1971>   pagina <323>
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Libri e periodici
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originate dall'avvento dello Staio fascista, deciso ad attuare la completa spersonaliz-razione delle società cooperative con le buone e, più di frequente, con le cattive. In questa prospettiva l'indagine del Galatei si risolve in una sintesi storica non sempre omogenea e non sempre sintesi (la ricchezza di dati nuoce a volte alla fluidità della narrazione), ma sempre attenta a soddisfare resilienza che abbiamo visto essere alla base di questa collana, la storia, cioè, intesa anche come storia delle classi sociali.
Se invece, come avverte Dal Pane nella prefazione, guardiamo, al di là e a fianco della storia sociale, alla storia economica intesa non come semplice ricerca del dato materiale ma come analisi conoscitiva delle strutture, del loro concatenarsi e del loro valore significante sul piano politico, il volume del Gelassi ci appare vincolato ad uno schema troppo locale per rituposlazione di un discorso più vasto. I rapporti tra socialismo e coopcrazione, ad esempio, avrebbero meritato pia spazio e precisione: senza conoscere a fondo l'argomento, crediamo che l'organizzazione cooperativistica non vada considerata, sul piano teorico, come strumento per l'affermazione del socia­lismo, a meno che non si vogliano identificare socialismo e riformismo. La coopera­tiva, via via che si sviluppa e progredisce, denota caratteristiche sempre più borghesi nel tempo stesso in cui mantiene fede alla sua natura e per il fatto stesso che opera nell'ambito dì una economia di mercato senza scardinarla dall'interno e anzi assu­mendone spesso i connotati (fine della produzione resta il guadagno, e il prodotto è non alienato solo per i soci ; il passaggio da avventizio a socio non può non essere regolamentato secondo modalità che risultano abbastanza rigide; il profitto può essere reinvestito in attinta non controllabili e c'è quindi posto per le speculazioni). Ma, a prescindere da queste osservazioni e da questi interrogativi che qua e là anche l'Autore si pone (si vedano le pp. 238-242), resterebbe da vedere, oltre che la causa, anche l'effetto del proliferare delle cooperative nell'imo lesi? in particolare ed in tutta l'Emilia Romagna in generale. Intuitivamente sembrerebbe potersi sostenere che uno degli effetti, forse quello più ambiguo da valutare in tutta la sua portata, fosse la mancanza di forti concentrazioni industriali in quella regione: se si ammette che la cooperazione è una forma d'economia intermedia, si deve anche ammettere che essa, come tutte le mezze misure, senza risolvere certi problemi e senza cancellare del tutto gli aspetti negativi dell'economia capitalistica, e lungi dal rappresentare d'altro canto una soluzione in senso socialista.
Grò SEPPE MoNSACRATI
STAJJISLAW BÓBR-TYLINKO, La Russie, VEglise et la Pologne 1860-1866; Romae-Londonii, 1969, in 8, pp. 49-299. S.p.
Se II nodo della diplomazia europea intorno alla metà del secolo XIX fa la questione d'oriente, della quale risentivano contraccolpi e riflessi le questioni nazio­nali (si pensi ad es. al Congresso di Parigi del 1856 e alle questioni italiana e polacca, alle figure del Cavour e del principe Adam Czarloryski), non si può che vedere con piacere il crescere della documentazione ai fini della miglior conoscenza della storia dell'Europa orientale; e, fuori di dubbio, è notevole l'utilità dì pubblicare integral­mente documenti in parte già noti agli studiosi (o già utilizzati in lavori storici, come net caso presente, relativamente ai rapporti dei consoli francesi su Russia e Polonia tra il 1860 ed il 1866). Dispiace però che un'edizione di documenti diploma­tici, sobriamente annotati, venga data agli studiosi senta un breve regesto delle carte, (data, oggetto, mittente, destinatario), e senza un indice di nomi e luoghi ; sarebbe stata Inoltre utile tuia tavola di confronto dei documenti pubblicati Integralmente da L Koberdowa e non riediti nel presente volume. L'interesse per altro dei dispacci dei consoli francesi fda Varsavia, o da altro città della Russia, della Prussia ecc.) risulta ragguardevole non soltanto per i. problemi più direttamente attinenti alla Polonia nell'ambito della politica francese, ma anche per i riferimenti alla politica generale in Europa, allTtidone di altri diplomatici fai Polonia, e in Russia, per le condizioni dell'ordine pubblico a Varsavia in anni cruciali per la vita della Polonia, ecc. Bene infine ha fatto il Bóbr-Tylingo a indicare nel titolo della raccolta hi Chiesa,