Rassegna storica del Risorgimento

MUSEO CENTRALE DEL RISORGIMENTO
anno <1971>   pagina <324>
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Libri e periodici
dato che assai frequenti sono i paesi di dispacci direttamente riguardanti la vita reli­giosa, l'organizzazione ecclesiastica la fede dei polacchi; inutile dire infine quanto importanti siano le notizie relative all'insurrezione polacca del '63, vista da vari ponti di osservazione (Danzica, Mosca, Odessa, Stellino, Riga ecc.).
RENATO GIUSTI
Aspetti di vita pubblica e amministrativa nel Veneto intorno al 1866, a cura di Aristide Dani; Vicenza, 1969, in 8. pp. 500. S. p.
Poiché si tratta di un volume miscellaneo, che pubblica gli atti del convegno di studi risorgimentali nel centenario dell'unione del Veneto al Regno d'Italia (Vicenza, 1966), ci limiteremo a segnalare i contributi di A. Cian {Riservati dell'l.R. Delegazione austriaca a Vicenza. 1858-66), A. M. Dalla Pozza (Rapporti del Comune di Vicenza con la Delegazione austrìaca nel 1848-66), M. Carrara (Tre cronisti veronesi dal 1847 al 1866), G. Mantese (/ principali problemi del Clero Vicentino e veneto sotto la domi­nazione austriaca), A. Dani (Una famiglia vicentina benemerita del riscatto nazio­nale) ; e ricorderemo in particolare alcuni scritti che, per l'impostazione di carattere generale o per qualche problema, meritano una più attenta considerazione. Innanzi tutto la relazione introduttiva di Carlo Ghisalberti, il quale offre un disegno ben co­struito sulla vita politica amministrativa del Veneto intorno al 1866, passando in ras­segna la pubblicistica contemporanea e le successive interpretazioni storiografiche da un secolo a questa parte. Giovanni Zalin in una breve memoria (Aspetti demografici ed economici del Veneto nella seconda metà del sec XVHI e nella prima metà del sec. XIX) dà una anticipazione di un più ampio lavoro, in corso di elaborazione anni fa ed ora edito (G. Z., Aspetti e problemi dell'economia veneta dalla caduta della Repubblica all'annessione, Vicenza, 1969); Ugo Baroncelli, alla luce di una articolata bibliografia, studia l'emigrazione veneta a Brescia dal 1859 al 1866 e mette a profittò le carte, i giornali, gli opuscoli ecc. che illustrano la vita degli emigrati veneti nel Bresciano, i rapporti tra il Comitato di Brescia e il Comitato centrale di Torino, gli avvenimenti più significativi del Regno dltalia e le ripercussioni nel territorio soggetto alla dominazione austriaca, le lotte elettorali, le sottoscrizioni, gli arruola­menti in occasione della guerra del '66, ecc.; mona. Giovanni Mantese studia per il medesimo periodo il temporalismo e l'antitemporalismo a Vicenza, soprattutto attra­verso la figura e l'attività religiosa, ecclesiastica del sacerdote vicentino Alessandro Schiavo, e pubblica in appendice lettere e documenti che attestano la gravità della que­stione non solo negli anni della polemica anti-volpiana, ma anche prima.
RENATO GIUSTI
ANTONIO FAPPANI, La campagna garibaldina del 1866 in Valle Sabbia e nelle Giudica­rle; Brescia, tip. Queriniana, 1970, in 8, pp; 738. L. 1800.
Diviso in varie parti e accompagnato da una ricca bibliografia, il volume offre invero qualcosa di più di quel che indica il frontespizio, specie nel primo capitolo nel quale l'A. espone la situazione politica italiana, il problema dei volontari, i piani delle operazioni in vista della guerra del '66. Ma indubbiamente l'interesse maggiore dell'opera, fondala su documenti d'archivio e sulla pubblicistica dell'epoca, sta nel particolareggiato racconto dei fatti relativi al Bresciano e alla Valle Sabbia eia per il periodo di preparazione del conflitto, aia per lo svolgersi delle operazioni belliche dal Cnffaro a Bagolino, a Monte Snello eco Relativamente allo quali, specie nelle Chi dicane, costituiscono un utile contributo Le pagine dedicate dal Fappani alle popo­lazioni locali, ai costumi, allo condizioni di vita, ai rapporti tra civili e volontari, alle requisizioni che non mancarono di generare inconvenienti di varia natura. Cosi come l'armistizio, lo smobilitazione dei volontari, le dimostrazioni repubblicane per la consegna della Venezia, tramito Napoleone HI, lasciavano uno strascico di recriminazioni e di amarezza, di inquietudine pel futuro, di otti si rende interprete