Rassegna storica del Risorgimento

MUSEO CENTRALE DEL RISORGIMENTO
anno <1971>   pagina <325>
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Libri e periodici
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il trentino Andrea Marchetti in una pagina di diario: 14 ottobre 1866 Regna ovunque timore, confusione, agitazione d'animo, dolore, sdegno: tempi brutti e difficili. Povero Trentino, povero me, poveri tanti e tanti trentini delusi nelle più belle e giuste spe­ranze! Con questa pace rimasero nuovamente deluse le aspirazioni della cessione all'Italia del disgraziati ssimo Trentino, il quale, col distacco del Veneto e di Mantova da 11 Austria, si troverà politicamente ed economicamente ancor peggio di prima e cosi le sue pene e i suoi mali morali e materiali continueranno, chissà mai ancora sino a quando (p. 347).
RENAIO GIUSTI
GIAN LUDOVICO MASETTI ZANNIMI, // Circolo S. Pietro. Ceruti storici (1869-1969); Roma, Circolo San Pietro, 3569. in 8 pp. XVH-163 con ili. S. p.
Questo libro, scritto per ricordare i cento anni di vita del e Circolo S, Pietro di Roma, è certamente interessante, non solo per chi voglia conoscere la vicenda sto­rica di una delle più significative associazioni cattoliche sorte a Roma nella seconda metà dell'Ottocento, ma anche per il contributo che l'Autore offre alla più generale storia del movimento cattolico romano dopo l'Unità. Sì tratta, a mio avviso, di una pubblicazione sostanzialmente positiva, anche se, sfogliando le oltre 160 pagine che compongono il volume, si ha l'impressione che una più completa utilizzazione della documentazione contenuta nell'Archivio del Circolo S. Pietro , e un atteggiamento più critico nei confronti dei fatti e dei personaggi che caratterizzano la storia centena­ria dell'associazione romana avrebbero contribuito a dare al libro un più ampio respiro e un taglio scientificamente più valido. Mi spiego. Luigi Sormanti, introducendo il volume, scrive testualmente: La base fondamentale della nostra storia (...) è, e resta, la documentazione scritta volta a volta, oseremmo dire quasi giornalmente, che ri' sponde alla più precisa denominazione di atti ufficiali. Questi preziosi atti uffi­ciali, analizzandoli si chiamano: verbali, annali, bollettini, e pubblica* zio ni , corrispondenza (p. IX). Ora, a suscitare qualche perplessità contribuisce il fatto che l'A. ha condotto la sua ricerca quasi esclusivamente sull'abbondante ma­teriale pubblicistico contenuto nell'Archivio dell'associazione, mentre ha tenuto in scarsa considerazione documenti di fondamentale importanza quali i carteggi (specie le e cartelle personali dei soci citate a p. XV111) è: i verbali (questa preziosa fonte è stata utilizzata poche volte: 5 in tutto, se non sbaglio): proprio i documenti, cioè, che, a mio avviso, avrebbero potuto offrire al Masetti Zannuti la chiave per cogliere, al di là di ogni intento celebrativo ed apologetico, il significato più vero e storicamente più importante della presenza del Circolo S. Pietro nel movimento cattolico italiano e romano, specie in ordine al ruolo che l'associazione ebbe nella tormentata dialettica che dopo Porta Pia si svolse all'interno del laicato sullo spinoso problema dei rapporti tra Stato e Chiesa. A leggere il volume, si ha l'impressione che il Circolo S. Pietro abbia sempre costituito un modello di assoluta intransigenza nella fedeltà al Papato. In realtà, l'Associazione romana fu come poche devota e fedele alla S. Sede. Questo, tuttavia, non significa che al suo interno, come all'interno di altre società cattoliche delle città, il problema dei rapporti con lo Stato usurpatore non venisse frequen­temente posto in discussione da una vivace corrente transigente. Ci sono alcuni episodi che sembrano confermare questa mia impressione. È significativo, ad esempio, che dopo Porte Pia, se tutti i soci del Circolo furono concordi nel deplorare l'accaduto e nell'esprimere al Papa sentimenti di affettuosa solidarietà, non altrettanto unanime fu il loro atteggiamento nei confronti del < fatto compiuto . Nella riunione del 28 settembre, Infatti, non tutti condivisero le proposte del sodo Tommaso Marola il quale aveva invitato i presenti a: <:a) spingere i buoni a protestare sui giornali cat­tolici contro l'iniqua occupazione delle provinole romane, b) ringraziare il Consiglio Supcriore a Bologna per l'indirizzo al Re e di eccitarlo a spedirgli direttamente ana­loga protesta, e) invitare lo atesso Consiglio Superiore e le Assodazioni cattoliche n far pervenire al S. Padre un atto di condoglianza pel triste fatto . Per il mancato accordo ,1,-i ,..,,,! sulle proposte Muro la fu deciso ài sospenderne l'esecuzione, ma tener tutto
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