Rassegna storica del Risorgimento
MUSEO CENTRALE DEL RISORGIMENTO
anno
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1971
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pagina
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330
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330 Libri e periodici
Un contributo, un validissimo contributo viene dato, a questo proposito, dal volume che l'Ufficio Storico della Marina Militare ha pubblicato ed incluso nella serie di quelli che riguardano la guerra 1914-1918 ed anche il relativo tempo della vigilia: volume che il prof. Mariano Gabriele, luu'nltro che nuovo a questa tematica, ha curato con somma cura, valendosi di una preziosa documentazione che gli ha con* sentito di illustrare appunto nel clima della Triplice ed in ogni dettaglio la posizione e 1 ufficio esercitato dalle due Convenzioni navali, quella del 1900 e quella del 1913.
Noi qui non indugieremo in parole di consenso e di lode nei riguardi dell'opera: ce ne dispensa PÀ. col suo nome, non meno dell'Ufficio Storico già così ricco di benemerenze, alle quali va aggiunta questa dell'avere cioè considerato indispensabile nn nuovo apporto alla conoscenza di eventi tuttora determinanti e preminenti nella nostra vita di nazione.
Piuttosto ci sembra utile qualche cenno sullo svolgimento del tema, ci sembra utile il vederlo nella sua progressione cronologica e logica, seguirlo lungo la sua naturale direzione, intenderlo altresì nella necessaria suddivisione delle parti che rappresentano i diversi momenti ed i diversi aspetti. Ed ecco pertanto la prima * Parte dell'opera che viene ovviamente dedicata al tempo dei primi accordi fra le tre potenze, e che quindi informa succintamente sulle situazioni e sulle circostanze che condussero poi alla Convenzione del 1900 e più. tardi a quella del 1913.
Quello come ognuno sa è il tempo nel quale il nostro Paese muove i suoi primi passi nel cammino della sua esistenza e della sua affermazione, viaggio che si compie nelle condizioni del proverbiale vaso di terra incastrato fra vasi di ferro. Un tempo cioè di aspirazioni non consentite dalla giovanile debolezza, in cui ai mani-testano immediatamente i pericoli dell'osare e fra essi il pericolo sempre incombente dell'isolamento. Si potrebbe dire che le aspirazioni dell'Italia, pur essendo naturali e legittime, hanno l'insussistenza dei sogni, mentre di contro quelle delle altee potenze europee si affermano concretamente nei fatti, e si riconfermano nella stessa gara di chi arriva prima ed arriva meglio.
Quindi non ci vengono lesinati in quel periodo i consigli che possono avere suono di minacele (fra le quali la minaccia di invasione); e nemmeno ci vengono risparmiati gli atteggiamenti minacciosi che possono avere uno stile di bonari avvertimenti, e che tuttavia non sono meno avvilenti.
L'A. passa in esame circostanziato la lunga vicenda di quel tempo con precisione e chiarezza sintetica, ed uno stile che avvince ed appassiona, e ci condnee cosi fino al momento in cui il governo italiano ritiene necessario lo studio di una più idonea organizzazione difensiva con particolare riferimento ai punti più vulnerabili delle nostre coste, e considera indeclinabile l'accettazione di una tregua che liberi almeno dai maggiori pericoli, e cioè l'alleanza del 1882.
La quale poi, nel volgere della sua funzione, non muterà né nome né sostanza, ma più o meno si adeguerà alle mutevoli situazioni europee, anche perché in tal modo potrebbe diventare meno ostica ai molti Italiani die malamente l'hanno giudicala sin dal suo nascere, e peggio la sopportano.
Come è noto, il rinnovamento di queste o quelle clausole è stata impresa non meno tenace che disperata : netti rifiuti o difficoltà senza numero vennero opposti dagli Imperi Centrali ; ed è nel corso di questa snervante battaglia diplomatica che si affacciò la possibilità ài una intesa con la Gran Bretagna: una possibilità che presto inaridiva nel nordico freddo dell'indifferenza.
Così si giunse alla convenzione militare fra Austria, Germania ed Italia, firmata a Berlino il 28 gennaio 1888.
Proprio allora la Francia aveva offerto una nuova dimostrazione di forza con una messinscena navale che muoveva da poche leghe di distanza, e cioè al largo del porlo di Tolone.
Fu un acuirsi di polemiche, nn accentuarsi di diffidenze e di ostilità, come suole accadere allorquando vengono ammutì atteggiamenti provocatori.