Rassegna storica del Risorgimento
MUSEO CENTRALE DEL RISORGIMENTO
anno
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1971
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pagina
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335
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Libri e periodici
335
del Duca d'Aosta cagli eroi della sua invitta 3" Armala (24 maggio 19231, e brani di lettere di Cesare Battisti, Nuzario Sauro, Fabio Filzi e Damiano Chiesa.
Seguono come abbiamo detto le lettere. La prima è di Cesare Mombello genovese, sottotenente nell'undicesimo Fanteria, caduto combattendo a Podgora, l'il novembre 1915. È diretta ai <colleghi (sette amici suoi): un testamento spirituale che anche per hi forma potrebbe definirsi il decalogo di una grande anima serena. Un decalogo che si rivolge anche agli studenti d'Italia ed ai soldati d'Italia .
Ma ognuno di questi documenti ha la sua pura umanità e la sua grandezza: e sono i fari di un cammino cosi palese e tuttavia misterioso, che tanto e penosamente fa riflettere sull'andare dondolante e curvo, tormentato e sconvolto di altri ragazzi che purtroppo conosciamo, la cai meta può essere peggiore assai della morte.
Avendo citato la prima delle lettere, citiamo le ultime .parole dell'ultima che è di Emilio Bongiovanni, del 16 Fanteria, caduto sul Montello, decorato di Medaglia d'oro. Ed eccole: e Addio, Mammina mia, dà un bacio a Papà e al nostro Nuccio; per te tutto il mio amore, tutti i miei pensieri, ora e sempre con un grido che faccia tremare i Tedeschi e Austriaci e Turchi, e quegli Italiani peggiori di loro. Viva, viva sempre l'Italia! . Di quei peggiori ne conoscemmo allora: altri peggiori conosciamo e vediamo ora anche fra i minorenni, e se sì potesse dire ancor più peggiori.
I quali, leggendo le parole di Emilio Bongiovanni e tutte le altre che sono in queste lettere, sarebbero invogliati al loro consueto smorfioso sorridere. Un sorridere che. a sua volta, è peggiore assai di quel tremare di cui parla il Caduto del Montello, perché è manifestazione bestiale, esclusivamente bestiale.
PIERO ZAMA
ANTONIO FAPPANI, La guerra- sulP uscio di casa: Brescia e bresciani nella l guerra mondiale; Brescia, Ed. La Voce del popolo, 1969, in 16", pp. 132. S.p.
Ai margini del territorio dove ha infuriato la prima guerra mondiale che doveva essere l'ultima, si è trovata come sappiamo - - quasi coinvolta la città di Brescia e la provincia.
Questo libro che dà notìzia di quel tempo e di quegli eventi, fa parte di una collana che forse possiamo considerare popolare, che ha nome Bibliotechina ; e però il libro steaso è di piccola statura, tascabile, ed è a pagine densissime di caratteri a corpo pìccolo, e con lo spazio fra riga e riga quanto basta perché Fona non si sovrapponga all'altra.
Contrariamente a quanto si può supporre, i temi storici di questo genere, con forzata limitazione, non sono facili nemmeno per chi è vissuto o vive in foco: per svolgerli, occorre un particolare acume nella scelta delle fonti, particolare equilibrio nella loro interpretazione, ed una esemplare prudenza nell'esporre, ossia nei navigare, per non incappare nei oliti scogli politici di destra o di sinistra.
Questa piccola barca forse per la sua stessa leggera mole si è mantenuta a galla, e dobbiamo riconoscere che è stato dato al carico, ossia alla materia, una chiara e logica disposizione e organicità, che insomma la materia è stata suddivisa razionai* mente in capitoli i quali, anche in virtù del solo nome, offrono un'utilissima visione panoramica delle parti e dell'insieme.
Naturalmente le prime notizie riguardano i bresciani divisi nelle due grandi correnti dell'interventismo e del neutralismo, durante la vigilia dell'intervento. Neutra-listi di vario calcolo, interventisti di varia fede: giornali cittadini che li rappresentano con calore battagliero, oltre al terreno comiziale che non è seminato soltanto di parole.
L'A. ha dimestichezza eoa quei giornali e li fa parlare, o conosce Io persone e le ricorda; ma corre rapidamente, con la preoccupazione di essere preciso, non dimenticando situazioni e circostanze significative e determinanti, come, per esempio, raccendersi di un patriottico ardore per il riscatto di Trento e Trieste, o la presenza e la parola di Cesare Battisti in una città cosi sensibile.