Rassegna storica del Risorgimento

GIANNONE PIETRO POESIE
anno <1971>   pagina <380>
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DUE SONETTI INEDITI DI PIETRO GIANNONE
AI Museo centrale del Risorgimento in Roma, tra la folta corrispondenza del garibaldino Giacinto Brnzzesi*) vi sono numerose lettere autografe del poeta Pietro Giannone,2) Fautore del poema L'esule , a lui legato da prò* fonda amicizia.
Particolarmente interessante è la lettera da Parigi dell'I 1 gennaio 1861, contenente il testo di due sonetti inedili, composti in momenti differenti, ma egualmente dettati dalla passione patriottica, che fu Tunica musa del Giannone.
II poeta, riconoscendone lo scarso valore artistico (Me ne vergogno perche non sono nemmen degni delV autore dell'Esule) non li pubblicò, ma li trasmise confidenzialmente all'amico patriota, mazziniano come lui, che s'era distinto nella spedizione dei Mille, raccomandandogli, se mai li mostrasse a qualcuno, di non dir che eran suoi.8)
Uno dei sonetti, ritrovato pochi giorni prima rovistando tra le sue carte, era stato composto a Livorno nell'aprile 1848, cioè nel momento del ritorno in patria dopo ventisette anni d'esilio.
1) Nato a Cerveteri il 17 dicembre 1822, Giacinto Bruzzesi fu dapprima carbo­naro, quindi aderì alla Giovine Italia. Combattente della Repubblica Romana, fu l'unico cittadino dei territori pontifici insignito da questa di medaglia d'oro. Fu poi esule in Grecia e Turchia, fece viaggi in Inghilterra, partecipò alla spedizione dei Mille e a quella verso Roma, bloccata in Aspromonte, dove fu catturato con Garibaldi.
Negli anni successivi lavorò nel comitato insurrezionale per Roma e, con G. Guer-zoni, nel 1863 si recò in Oriente per portare aiuto al moto polacco. Si distinse anche come incisore di cammei e nomo d'affari.
2) Pietro Giannone nacque a Camposanto, presso Modena, il 15 marzo 1792, da famiglia meridionale. Entrato nel 1809 in una compagnia di guardie per la lotta al brigantaggio, passò nel 1812 tra i Cacciatori a cavallo del Regno Italico.
Dopo la Restaurazione, tenne i contatti della Carboneria tra il Regno di Napoli e le regioni settentrionali. Tratto in arresto una prima volta a Lodi, poi dalla polizia modenese, fu nel 1822 mandato in esilio e si recò in Francia e in Inghilterra.
Cominciò nel 1825 a comporre L'Esule, un poema romantico in 15 canti polimeiri, che pubblicò nel 1829. Vi son rappresentate le vicende e le passioni di un patriota in esilio, che torna ad un certo momento in patria per rivedere l'amata e colpire un traditore.
Nel 1830 partecipò alle giornate parigine di Luglio e nel 1832 aderì alla Giovine Italia. Nel 1848 fu vicepresidente e presidente dell'Associazione nazionale, fondata a Parigi da Mazzini. Fu allora ricevuto, come rappresentante del movimento d'indipen­denza italiano, da Lamartine, esponente del governo provvisorio democratico francese. Accorso in Italia, fu in Toscana e a Modena, ma dopo le delusioni della prima guerra d'indipendenza riprese la via dell'esilio. Tornato in patria noi 1861, morì a Firenze il 24 dicembre 1872.
La lettera in questione col testo dei due sonetti è collocata nella busta 101 (l2) del Museo del Risorgimento al Vittoriano.
8} H Giannone deve anche aver esitato prima di inviare i sonetti al Bruzzesi: avrebbe, infatti, potuto inviare il più recente con la lettera del 2 gennaio anziché con quella dell'II. Ritrovò probabilmente l'altro nei giorni intercorsi tra il 2 e l'IL La lettera del 2 gennaio e collocata nella stessa busta 101.