Rassegna storica del Risorgimento

GIANNONE PIETRO POESIE
anno <1971>   pagina <382>
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Bruno Di Porto
italiani. *) Era invece sdegnato contro la Francia* che dopo aver dato un valido aiuto all'Italia, si era ritratta e ne impediva il consolidamento, isolandola e favorendo un eventuale attacco austriaco.
Memore, infatti, dell'esperienza del 1821 e del 1848, temeva la discesa di un esercito austriaco per restaurare sovrani spodestati e riteneva fosse interesse comune anche della Francia prevenire col suo appoggio all'Italia questa cata­strofica eventualità:
Il popol franco che l'Italia ha desta, che per lei primo e solo alzò la spada, che le aperse all'onor sì larga strada, or le suscita ostacoli e l'arresta!
E mentre a trionfar con l'armi è presta, scudo al Papa e al Borhon, la tiene a bada finché forse su lei, qual fulmin cada la congiurata nordica tempestai
Ahi popol lieve! E puoi, chiudendo il ciglio, non curarti del biasmo e della lode, disconoscere il tuo nel suo periglio?
In essa i fati or s'agitan del mondo: e se all'ire de* regi ed alla frode prima ella cede, tu cadrai secondo.
La Francia, ove il poeta aveva trascorso tanta parte della sua vita e alle cui lotte politiche aveva partecipato, appare qui veramente la odio samata na­zione, l'oggetto continuo di fiducia e di contrasto, di lode e di recriminazione, quale fu per molti patrioti italiani del secolo diciannovesimo.
Il sonetto, dotato di vigore e alquanto scorrevole, pare migliore del pre­cedente ed avrebbe potuto degnamente figurare nella raccolta di poesie pub­blicate insieme a L'Esule nell'edizione fiorentina del 1868.
BRUNO DI PORTO
1) La polemica antimonarchica del Gì annone appare in questa fase assai atte­nuata. Commentando Pinsoddisfazione dei garibaldini per il trattamento ricevuto dai governanti, assume un atteggiamento di superiore e neutra obiettività: Che voi, i quali avete compiuto l'impresa più meravigliosa di tutte le antiche e moderne, non ne siate ricompensati, non è da meravigliarsene. CU lo potrebbe degnamente anche volendolo? Ma la storia il farà. Aborrendo io, per natura e per educazione, dal credere tristi gli uomini, penso che una fatale necessita politica abbia costretto o costringa i nostri governanti ad agire così (Lettera del 2 gennaio).