Rassegna storica del Risorgimento

ESERCITO AUSTRIACO TRUPPE SLAVE 1848
anno <1971>   pagina <385>
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Propaganda tra le truppe slave - 1848 385
a Trieste; però ben presto giunsero notizie che anche codeste troppe, violando la parola data, si raccozzino e tentino nuove offese sul nostro territorio . *)
Diversa, com'è noto, fu la condotta delle truppe austriache a Milano, dove esse, invece di sgomberare pacificamente la città, come era successo a Venezia, combatterono accanitamente. L'incomprensione con la quale i soldati slavi osservavano il moto libertario milanese traspare assai bene dalle lettere che il poeta Preradovic, allora ufficiale nell'esercito di Radetzky, scrisse ad un amico di Zagabria. Il Preradovic si limita alla descrizione del puro processo degli avvenimenti, senza prendere una posizione o tentare di darne una spie­gazione qualsiasi.2) Tale indifferenza, anche dei loro uomini migliori, giu­stifica la triste fama che i Croati si meritarono a Milano, donde il console di Francia, già il 23 marzo, così informava il suo ministero : On raconte des traits horrìblea de cruauté des Autrichiens et surtout de la part des Croates pendant les derniers moments qui ont précède leur depuri .8)
In uno dei tanti biglietti che si trovano tra le sue carte, il Tommaseo, com­mentando gli avvenimenti del marzo '48, accusa la soldatesca croata, la quale, non conoscendo altro che l'Imperatore, sospinta dal dovere e dall'abitudine e dalla cupidità del bottino, venne alla guerra d'Italia come a preda onorata . *) Ma queste parole sono scritte col senno di poi: ai primi di aprile, infatti, egli era ancora convinto di poter svolgere una proficua propaganda- politica tra i soldati slavi dell'esercito di Radetzky. A nome del governo provvisorio, egli indirizzò il 5 aprile ai Croati e agli altri popoli slavi un manifesto stampato nella vecchia ortografìa dalmatica , probabilmente per renderlo più comprensibile alle truppe, che si pensava non fossero ancora avvezze alla nuova scrittura introdotta qualche anno prima da Gaj. Sulla decisione di scri­vere questo manifesto influirono sicuramente le notizie dalla Croazia. A Ve­nezia si venne a sapere dai giornali di Zagabria che in quella città s'era radu­nata il 25 marzo una grande assemblea nazionale. Essa aveva presentato all'Im­peratore una serie di richieste, tra le quali importante specialmente quella che esigeva il richiamo di tutte le truppe del paese che sono adesso in Italia . 6>
II manifesto venne mandato dallo stesso Tommaseo a Kukùljevic, uno degli uomini più in vista della Croazia. ) Scritto con molta abilità, esso era fatto indubbiamente per lusingare i Croati. Fin dalle prime parole, l'autore si richiama alla loro ormai decennale lotta contro il dispotismo austriaco, che era sfociata persino in episodi di ribellione- armata. Il Tommaseo dà prova di valutare in tutta la sua importanza il movimento nazionale che da qualche decennio aveva scosso dal loro torpore i popoli slavi. La grande famiglia slava si desta e riconosce se stessa; queste parole introduttive sono il leitmotiv del suo pensiero, che si articola in tre punti: il conseguimento dell'indipendenza nazionale; il ruolo anomalo dell'Austria nell'Europa contemporanea; la necessità di un accordo
i) ANTONIO MONTI, Un Italiano, F. Restelli 1814-1890, Milano, 1933, p. 256.
2) Archtv lugoslavanske Afcademije, Zagabria f AJA1, XY-11 (manoscritti).
8) Documento diplomniiques dit Gouvernement provisoire et de la commission du pouvoir exécutif, Parigi, 1953, tome I, p. 376.
*) Biblioteca Nazionale, Firenze [BNF1, Tonini. 178,29 (manoscritti).
fi) U Ubero Italiano, n. 6, 4 aprile 1848 e BNF, Tomai. 178,29 Felice Levi a Tom-mano, Venezia, 6 aprile 1848.
) Museo Correr, Venezia, Tommaseo, Venezia, Vludìa, VEumpa negli anni 1848 e *49t parte IT, p. 82 (manoscritto).