Rassegna storica del Risorgimento

ESERCITO AUSTRIACO TRUPPE SLAVE 1848
anno <1971>   pagina <386>
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386 Giuseppe Pierazzi
fraterno tra i popoli, al di là di ogni egoismo nazionale. Egli esorta pertanto i Croati che tuttavia erano in Italia a spargere sangue italiano e tutti i popoli alavi soggetti all'Austria a deporre quell'armi vituperosamente crudeli a non soggiacere più a un frammento di nazione.1'
Il manifesto ha una sua notevole dignità letteraria! e ci fa conoscere il Tommaseo migliore, che, pur atteggiandosi a profeta, non riesce a nascondere, sotto i paludamenti retorici la sincera commozione che lo agita. Tuttavia, al di là del valore morale del documento, viene spontaneo chiedersi quale efficacia potesse avere una propaganda di questo livello fra truppe in gran parte analfa­bete. Ma quello era tempo di grandi parole e gesti magnanimi. Da Roma, con atteggiamenti egualmente ispirati, fa eco allo scrittore dalmata, il poeta polacco Adamo Mickiewicz.
L'autore del Libro dei pellegrini polacchi, che si trovava a Roma dai primi di febbraio, pensò subito alla possibilità di una propaganda rivoluzionaria tra i soldati slavi dell'esercito di Radetzky. H 12 febbraio informava un amico a Parigi che l'Austria continuava ad inviare in Italia truppe Slave che i Polacchi devono salutare nella loro lingua .2)
Mickiewicz aveva cominciato ad interessarsi agli Slavi meridionali durante il suo esilio russo, quando gliene parlarono alcuni conoscenti dekabristi.3) Nel 1840, mentre occupava la cattedra di letteratura slava al Collège de France a Parigi, egli ebbe modo di incontrare vari personaggi jugo-slavi che soggiorna­vano in Francia, tuttavia non riuscì a farsi una chiara idea delle diversità etniche esistenti fra i popoli slavi della penisola balcanica.4) Proprio durante il suo periodo romano, egli potè conoscerne in maniera più dettagliata le differenze ed i problemi. Nella cerchia d'amici che gli si radunò attorno spicca infatti un giovane patrizio raguseo, Orsatto Pozza, ardente patriota jugo-slavo. Nel *4l il principe ventenne studiava giurisprudenza a Padova, quando vi passò lo sto* ri co slovacco Jan Kollàr, uno degli iniziatori del Rinascimento slavo . A Ve­nezia e a Padova, egli incontrò una cinquantina di giovani slavi, soprattutto Illirici, Cechi e Polacchi e li incoraggiò a fondare una sala di lettura.6) Ma i giovani studenti, entusiasmati da questo incontro, non si limitarono alla lettera tura. Essi entrarono in contatto con il gruppo di patrioti triestini che pubblica* vano la Favilla , e tentarono, anche col loro aiuto, di avviare un'azione sov­versiva nei Balcani. )
H poeta polacco potè avere dal Pozza non solo informazioni di prima mano sulla situazione politica in Italia settentrionale e la composizione etnica delle truppe di Radetzky, ma anche notizie dettagliate sulla Croazia, la Dalmazia e la Serbia. Compiuti gli studi, il giovane patrizio raguseo viaggiò infatti a
1) Museo Correr, Venezia, F Italia, eie. p. 36. Il manifesto è pubblicato nella ver­sione croata in: J. MILCETIC, Nikola Tommaseo, Hrvatsko kolo, knjiga I, Zagabria, 1905, pp. 330, 331.
2) ADAM MtCKlBWicz, Wydanie Narodowe (Edizione Nazionale), XVI, Varsavia, 1952, Pp. 159-161.
8) H. BATOWSKI, Mickiewicz prema J nini in Slavenlma 1848-1849 (Mickiewicz e gli Slavi meridionali 1848*1849), hi Ristori jski zbornlk, a. TX (1956), p. 69.
*) Ibidem.
6) JAN KOIJ.AK, Cestopis (Descrizione di viaggio), Budapest, 1843, pp. 117, 118.
I) F. DaU'Ongaro e ti suo epistolario tacito, Ricordi e spogli di ANGELO DE GIJBER-NATIS, Firenze, 1875, p. 372.