Rassegna storica del Risorgimento

ESERCITO AUSTRIACO TRUPPE SLAVE 1848
anno <1971>   pagina <387>
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Propaganda tra le truppe slava - 1848 387
lungo in quei paesi e visse poi, ira il 1846 ed il '48, alla corte di Carlo Lodovico di Borbone, principe di Lucca.l) Il Pozza dal canto suo ripoee grandi speranze nel Mickiewicz, col quale era in contatto epistolare fin dal 1844.2) Egli lo accolse a Roma con un inno traboccante di entusiasmo e lo salutò quale bardo e guida dei popoli slavi,s) La risposta di Mickiewicz non si fece attendere a lungo. Il 29 marzo infatti il poeta pubblicava il cosidetto Simbolo politico polacco, un manifesto nel quale traccia in stile misticheggiante tutto un programma sociale e politico ed invita i suoi compatrioti ad accorrere in Lombardia per combattere sul Mincio assieme alle truppe italiane contro l'Austria. A questo scopo doveva venire fondata una Legione polacca, che nei voti di Mickiewicz, sarebbe diven­tata subito un polo d'attrazione per gli Slavi combattenti sotto la bandiera austriaca.4 '
Il 10 aprile, il poeta alla testa di uno sparuto gruppo di volontari, lasciava Roma, dove accese polemiche aveva sostenuto con i rappresentanti del partito aristocratico Ludvik Orpiszewski e il conte Zamoyski, che a loro volta avevano tentato di organizzare una legione polacca in Italia.s) Il 12, passando per Li-vorno, il Mickiewicz colse uno dei pochi successi di quella crociata che aveva come meta finale la Polonia. Nel porto di Livorno, trovò infatti all'ancora più. di dieci navi austriache il cui equipaggio era composto in maggioranza di Dal­mati. Egli riuscì a convincerli ad ammainare la bandiera austriaca ed issare al suo posto quella nazionale. > Confortato da questo successo, nei giorni seguenti, durante il suo trionfale passaggio per Firenze, Bologna, Reggio e Modena, non trascurò di porre in rilievo la comunanza d'interessi tra gli Italiani e gli Slavi. I Polacchi avrebbero aiutato gli Italiani a liberarsi dal giogo austriaco, ma la lotta doveva continuare fino all'annientamento del comune nemico. Era necessario pertanto che gli Italiani si alleassero coi popoli slavi. A Bologna il Mickiewicz ribadi con particolare vigore che la sopravvivenza dell'impero austriaco non era compatibile con quella delle nazioni che sorgevano a nuova vita ed invitò, non senza una punta polemica, i governi italiani a rendersene finalmente conto.7)
Come gli altri, anche questo suggerimento del Mickiewicz non era destinato a realizzarsi. Egli entrò in Milano il 1 maggio 1848, salutato da una folla entu­siasta. Un'accoglienza calorosa il poeta si aspettava anche dal Governo Provvi­sorio; quest'ultimo infatti, subito dopo la cacciata degli Austriaci dalla città, aveva invitato con un proclama i Polacchi alla lotta comune contro l'Austria. W
1) FKANIJO MAHKQVIC, Knez Meda Pucié (Il principe M. Pucic) Rad. JÀZU, Zagabria, 1883, pp. 138-147.
2) Lo attesta una lettera inviata dal Mickiewicz al Pozza nel 1844, registrata nel catalogo dell'archivio dell'Accademia serba delle scienze (Archivi! srpske akadetnije nauka), Belgrado, nr. 1423, purtroppo andata distratta durante la guerra.
3' F. MABKOVI, op. t.U., p. 148.
*) ANGELO TAMHOMIA, L'Europa centro-orientale nei secoli XlX-XX (1800-1920), Milano, 1970, p. 102.
) Pisma Francsiska DuchiAsktego (Scritti di F. Ducbinski), Rapperawyl, 1901,
p. XVHL
0) II. BATOWSKT, Mickiewicz prema JuSnim Slavenimti..., op. cit., p. 73.
"O KAMKST MOHAWSKI, Polacy i nprawa polska w tizie jnch Ittdii w lutarli 1IÌ30-1866 (I Polacchi e la questione polacca nella storia italiana negli anni 1830-1866), Var­savia, 1937, p. 84.
8) Ibidem, pp. 82, 85.