Rassegna storica del Risorgimento
ESERCITO AUSTRIACO TRUPPE SLAVE 1848
anno
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1971
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pagina
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388
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388 Giuseppe Pierazzi
Il Mickiewicz lo aveva letto a Roma e probabilmente sapeva pure delle tratta live condotte nella seconda metà di aprile da Giulio Spini, inviato del governo milanese a Parigi, con il Comitato dell'emigrazione polacca . *)
Lo Spini, diretto in Francia, passò per Ginevra e vi conobbe H. Nakwaski, che già ai primi di aprile aveva presentato al Comitato un progetto d'arruolamento di reparti polacchi nell'esercito piemontese. Lo Spini, da fervente mazziniano, consigliò di organizzare piuttosto delle legioni slave in Lombardia. Il Nakwaski s'affrettò a scrìvere in tal senso al Comitato , dicendosi convinto che la formazione di simili legioni avrebbe portato parecchi vantaggi alla causa polacca.2) Appena giunto a Parigi, lo Spini entrò in trattative con la direzione del Comitato , richiamandosi alla attività politica avviata dal Mickiewicz in Italia ed ai colloqui avuii col Nakwaski. Ma i membri del Comitato , pur riconoscendo l'utilità di una legione slava in Italia, attendevano da un momento all'altro lo scoppio della rivoluzione in Polonia, per cui tutti avrebbero dovuto essere pronti in primo luogo ad accorrere all'immediato servizio della patria . *)
Lo Spini aveva avviato i colloqui col Comitato senza l'autorizzazione del governo milanese. Come il Frappolli, il Quadrio, il Dall'Ori garo. anch'egli era stato scelto a rappresentare la città e mandato in questo modo elegantemente, fuori porta perché si trovava fra quelli che inquietano , come si espresse il 30 marzo Cesare Correnti, nella seduta del Governo provvisorio.4)
Tra coloro che inquietavano gli uomini al governo in Piemonte e a Milano non poteva non esserci anche il Mickiewicz: il poeta che, a Roma, in lotta con gli esponenti del partito aristocratico, era stato appoggiato da Ciceruacchio e dal Circolo popolare, *f che nel Simbolo aveva innalzato il vessillo repubblicano e populista e Io aveva sbandierato in tutte le città dell'Italia centrale per le quali era passato, ricordava troppo il Mazzini per non destare sospetti. La possibilità di approfittare dei contrasti tra le nazionalità che andavano delineandosi nell'impero e che trovavano una seppur debole eco anche nell'esercito di Radetzky, non sembrò interessare i governi italiani. A Torino un alto funzionario del ministero degli interni, Giovenale Vegezzi-Ruscalla, suggerì di trar partito dai prigionieri slavi fatti durante i primi scontri coll'esercito austriaco. L'idea gli venne dall'amico Nakwaski che anzi prospettò l'opportunità di arruolare i prigionieri slavi nelle file piemontesi. II Vegezzi-Ruscalla, pur non appoggiando questo progetto, era convinto che i prigionieri slavi avrebbero potuto offrire alla causa italiana preziosi servigi. ) In uno scritto indirizzato al governo, egli riferisce: Numerosi ufficiali austriaci sono prigionieri di guerra in questi Regi Stati Stante l'ira di schiatta che arde oggi tra i diversi popoli soggetti alla corona d'Austria, si potrebbe trar partito di costoro, sia per meglio esplorare Io spirito pubblico di rispettive loro patrie, sia per indurli a scrivere ai connazionali intorno al parteggiarsi in Italia per la loro causa, sia per prora-
t) n comitato s'era costituito per promuovere un'adone coniane dei due partiti polacchi: quello democratico di Mickiewicz e l'aristocratico di Czartoryski.
2) HfiNJtVK GRAJEWSKI, Komitet emigracji polskhj z 1848 rohu (TI comitato d'orni-grazione polacca nel 1848}, Loilse, 1960, p. 55.
8) Ibidem, pp. 56, 57.
*) A. MONTI, p. cit>, pp. 35, 37. 0) K. MOHAWSKI, op. citn p. 87, 0) H. GRANJEWSK i, op. àUt p. 35.