Rassegna storica del Risorgimento

ESERCITO AUSTRIACO TRUPPE SLAVE 1848
anno <1971>   pagina <392>
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Giuseppe Piarazzi
Frontiera militare e dalla Croazia si chiedeva il loro ritiro dall'Italia,1' i sol* dati croati e serbi ai rivelarono- il nucleo più fedele dell'esercito di Radetzky. fi vero però che In seguito all'attacco delle truppe imperiali il 12 giugno a Kar-lovci, sede del metropolita serbo nella Vojvodina, e alla guerra civile che ite era stata l'immediata conseguenza,2' una inquietudine profonda s'era impadro­nita dei soldati. Essi vennero immediatamente informati degli scontri, che vede­vano gli Ungheresi e gli Austriaci combattere insieme contro i Serbi, per mezzo di lettere*) e per mezzo di emissari che li invitavano a tornare in patria per difenderla contro il nemico. *>
Una fedele testimonianza del loro stato d'animo è la lettera che il poeta Predovic scrisse nel giugno del 1848, mentre si trovava di guarnigione a Man­tova. Nel ringraziare un amico di Zagabria che gli aveva inviato dei giornali croati, egli nota : ... Vedesse come tutti accorrevano da me (i nostri fratelli di qui, cioè, soprattutto gli ufficiali) e si contendevano i giornali e le notizie del vostro foglio grazie a Dio esse erano buone e fanno sperare in notizie ancora migliori. Ora sappiamo per lo meno quale è la nostra situazione e possiamo rinfrancarci dalla paura che i giornali tedeschi in tutto questo periodo ci hanno cacciato in corpo. Sembra che il bano abbia concluso felicemente la sua mis­sione a Innsbruck, dato che ha indirizzato a tutti i soldati della Frontiera un proclama nel quale dice che non si diano pensiero della patria, perché il dis­senso tra noi e i Magiari sta per essere appianato e l'arciduca Giovanni è stato nominato paciere, raccomanda soprattutto che restino fedeli all'Imperatore come lo sono stati finora e si dimostrino degni della gloria degli antenati.
La situazione qui in Italia ancora non è chiara, si parla di pace, conclusa la quale noi conserveremo lo stato veneto e abbandoneremo quello lombardo. Ma io non ci credo, poiché l'esercito viene continuamente rinforzato, piuttosto cacceremo i Piemontesi fino a Torino. Da parte mia abbandonerei volentieri questa terra disgraziata e preferirei stare negli avamposti sulla Drava che qui in mezzo ad un popolo che ci odia di tutto cuore, ci maledice e ci proclama suoi carnefici e suoi tiranni... . '
Le notizie dei contrasti sorti tra gli Ungheresi e gli Slavi trovarono tra le truppe in Italia, un'eco così forte da inquietare le autorità austriache. Lo prova indirettamente lo stesso proclama che il bano Jelacic indirizzò ai soldati della Frontiera combattenti in Italia il 21 giugno da Innsbruck, in un momento cri* tico della lotta che era divampata tra le nazioni danubiane soggette alla casa d'Asburgo. Il giorno prima, a richiesta del governo ungherese, Ferdinando II aveva destituito il Jelaòic dalla sua dignità di bano e aveva annullato tutti i decreti votati dalla Dieta croata. La decisione dell'imperatore non venne ese­guita, si avviarono ansi dei negoziati tra le varie parti in causa, ) ma in questa atmosfera il proclama che il bano sottoscrisse, contravvenendo a tutte le decisioni
) JAIIOSI.AV SIOAK, Revolucija godine 1848**49 (La rivoluzione del 1848-'49), in [f istori falci zbornik, Zagabria, a. I (1948), p. 29.
*) F. Zwirntm op.tfiLtp.97.
3) PUma dr. l/judevitu Gaju ni., p. 97.
*) Grada za istoriju srpskog pokretn u Vojvodini l848-,49 (Fonti per la storia del movimento serbo in Vojvodina nel 1848-M9), Belgrado, 1952, p. 457.
8) AJA, XV-1.
> F. ZwrrrBR, op. ctL, p, 96.