Rassegna storica del Risorgimento
ESERCITO AUSTRIACO TRUPPE SLAVE 1848
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1971
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pagina
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393
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Propaganda tra te truppe slave - 1848 393
della Dieta riguardanti le troppe in Italia, ') si configura necessariamente come risaltato di un'imposizione. In Croazia, nessuno si aspettava un simile gesto da Jelacic. Che tale proclama sia giunto inaspettato anche alle personalità della cerchia più vicina al bano è provato chiaramente da un passo delle memorie del-l'uomo politico ceco Josef V. Fric Costui ebbe in Stiria un colloquio col metropolita serbo Rajaòid, che tornava gravemente deluso da Innsbruck dove era andato a perorare presso l'imperatore la causa dei Serbi della Voivodina. oppressi dagli Ungheresi. lì metropolita, che aveva lasciato la città tirolese qualche giorno prima di JelaQé, si diceva convinto che anche quest'ultimo vi sarebbe ritornato a mani vuote: Ma appena ritorna, appena richiama i soldati della Frontiera dall'Italia, appena si accende il fuoco lungo la Sava e la Drava e si propaga anche ai fratelli al di là delle frontiere turche... allora ci sarà vita .2)
Come risulta dalla lettera del Prerodovic, il proclama tranquillizzò le truppe. Il flusso dei disertori che, seppur in numero 1 imitato qualche centinaio in tutto f avevano abbandonato l'esercito di Radetzky per combattere in patria contro gli Ungheresi,8) probabilmente si esaurì, poiché negli archivi militari dì Vienna non se ne trova traccia. La maggioranza dei soldati slavi in Italia rimase, del resto, pienamente fedele. Il Nakwaski. scrivendo a nome dell'Associazione polacca di Ginevra al congresso slavo riunitosi a Praga, notava: ...Oggi i reggimenti ungheresi in Italia rifiutano il loro aiuto in questa guerra crudele e ingiusta, mentre è triste confessarlo e sentire qui nelle vicinanze il lamento i reggimenti composti da Slavi, non solo porgono il loro aiuto per tenere ancora gli Italiani sotto il giogo, ma si distinguono perfino per la loro crudeltà... . *)
La granitica lealtà dei Croati viene ribadita anche da altra fonte. M. Budzynski ricorda nelle sue Memorie che alcuni prigionieri cechi avevano manifestato il desiderio di combattere gli Austriaci nelle file dell'esercito italiano. La reazione dei loro commilitoni e compagni di sorte croati fu molto dura: essi li accusarono di tradimento e di viltà. I Cechi tuttavia riuscirono a mandare un loro cappellano dal Budzynski, agente del principe Czartoryski a Milano. Il sacerdote gli confidò che i Cechi, se si riusciva a separarli dai Croati, avrebbero volentieri preso servizio nell'esercito di Carlo Alberto. In questi termini venne redatta una supplica che il conte Zamoyski si incaricò di trasmettere al re.6)
A Venezia, nonostante l'interessamento di Mazzini e le raccomandazioni di Tommaseo, la missione del capitano Korzeniowski non ebbe successo. ) Ad un certo momento tuttavia il Tommaseo credette di averla spuntata. In una lettera, abbondantemente censurata dall'autore stesso, egli informa il Mazzini: Posso finalmente scrivervi con si, che lo scriverlo era desiderato a me più che a voi.
t) VASO BOODANOV, Druhvene i politiche barbe u Hrvatskoj 1848-49 (Lotte sociali e politiche in Croazia nel 1848-'49), Zagabria, 1949. p. 271.
3) Punteli Jone fa Prive (Memorie di J. Frìc). Praga, 1886, voi. TU. p. 369.
3) VASO BOKIMNOV, Nacionalni i socijalni sidcobi Vojvodana i Medium 1848 (Lotte nazionali e sociali tra i Serbi della Voivodina e gli Ungheresi nel 1848), Zagabria, 1946, pp. 90, 91.
4) VACLAV 2ÀBK, Stovamhf tjezd v Praze roku 1848 (11 congresso slavo a Praga nel 1848), Praga, 1960, pp. 121, 122.
fi) JVI. BxiDZVNSKt, Wspammennia z mojegO zyeia (I ricordi della mia vita), Poznan, 1880, p. 194.
) G. GAJVIBARIW, op. cit.,, p. 338.
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