Rassegna storica del Risorgimento

ESERCITO AUSTRIACO TRUPPE SLAVE 1848
anno <1971>   pagina <394>
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394 Giuseppe Pierazzi
I Polacchi, s'accettano : il difficile sarà che cotesto governo regio li lasci venire. Nella scelta degli Slavi prigionieri badale che nella prima mandata non enlri verun Croato, che sarebbe qui mal sentire, sebbene io creda che i Croati siano meglio sensibili di certi italiani... I primi siano pochi, purché 8ictn,.-''v Intanto il Mickiewicz, anche per non lasciarsi scavalcare dal partito aristocratico seguì la strada di Zamoyski e si rivolse direttamente a Carlo Alberto. Il 14 luglio, ricevette dal Comando supremo delle forze lombarde il permesso di recarsi al quartier generale del sovrano, che si trovava a Veleggio ad oriente del Mincio. Giuntovi, il poeta indirizzò al re una lettera nella quale chiedeva tra l'altro che i Cechi, i Moravi, gli Illiri ed altre persone di origine slava abbiano il per­messo di arruolarsi nella Legione.2)
È interessante notare in questo documento, come osserva il Batowski, il cambiamento di tono col quale il poeta presenta le sue richieste: dopo le delu­denti esperienze milanesi e veneziane, egli non chiedeva più di arruolare nella Legione tutti i prigionieri di origine slava, ma quelli soltanto che ne avrebbero fatto esplicita richiesta.8)
Ma l'iniziativa passava ormai nelle mani del partito aristocratico, il cui rap­presentante, conte Zamoyski, seppe guadagnarsi la fiducia del re e dei generali piemontese.4) Il Mickiewicz, amareggiato, si ritirò a Parigi per continuare da lì la sua lotta, mentre i legionari polacchi, ai quali fu permesso finalmente di com­battere, si distinsero negli ultimi scontri con le truppe austriache prima dell'ar­mistizio di Salasco.5> I tentativi di propaganda sovversiva tra le truppe slave ebbero così fine. Ben più vasti progetti nutrivano gli agenti del principe Czarto-ryski. Essi caldeggiavano un'alleanza militare e politica tra le forze italiane soprattutto piemontesi e quelle serbe e croate ed erano più interessanti a collegare tra di loro gli uomini di governo che a influire sulle masse. Queste, pur scosse da fremiti di coscienza nazionale nascente, erano troppo ignare della situazione e troppo soggette ai capi militari, perché si potesse, anche con una azione più decisa, smuoverle dall'opaca passività nella quale erano confinate dal ruolo loro assegnato.
GIUSEPPE PIERAZZI
i) BNF., Tonini- 102,15 . data (manoscritto;)!. *) E. BATOWSKI, Legion Mickiewicza cit., pp. 88-91. -8) H. BATOWSKI, Legion Mirldewicza e il., p. 91. 4) K. MOBAWSKI, op. oh., p. 95. fi) Ibùlem, p. 90.