Rassegna storica del Risorgimento

CATTANEO CARLO
anno <1971>   pagina <395>
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CARLO CATTANEO E IL MITO BONAPARTISTA, 1852-1859
Negli ultimi venticinque anni si è scritto molto su Carlo Cattaneo, ma quasi esclusivamente su periodi della sua vita o sulle sue posizioni ideologico-politiche. Manca ancora, purtroppo, uno studio biografico soddisfacente su una figura così importante e singolare.J) Nella storiografia italiana del dopoguerra, Carlo Cattaneo appare non soltanto come l'eroe delle Cinque Giornate di Mi­lano (Punico episodio nella carriera politica del Lombardo che sembrò degno di rilievo agli storici nazionalisti dopo l'unificazione), ma anche e soprattutto come il paladino della libertà politica in Italia, ostile tanto al compromesso dei moderati con Casa Savoia quanto all'unitarismo mazziniano, che egli riteneva contrario alle tradizioni storiche della nazione. Un vero e proprio culto catta-neano, infatti, nacque nel secondo dopoguerra fra quegli storici, giornalisti e uomini politici della sinistra democratica che credettero di scoprire nello scrit­tore lombardo un precursore della propria lotta contro lo Stato totalitario, con­tro la monarchia e contro il centralismo burocratico.2)
Certo, nei libri del Cattaneo sul 1848 in Lombardia, nei volumi del suo Archìvio triennale delle cose d'Italia e nella sua corrispondenza con Mazzini, Ferrari, Pisacane, Macchi ed altri si possono rintracciare molte idee e atteggia­menti che, almeno a prima vista, spiegano la popolarità del Lombardo fra gli intellettuali e gli storici della sinistra democratica del dopoguerra. Eppure, i numerosi ammiratori del Cattaneo nel ritrarne un profilo storico hanno trascu­rato parecchi aspetti del suo pensiero e dei suoi atteggiamenti politici che met­tono in discussione la profondità e la coerenza delle tesi repubblicane e demo­cratiche sostenute dal Lombardo dal 1848 alla unificazione. Fra questi aspetti che anche gli studiosi più seri hanno sinora ignorato, è particolarmente degno di rilievo l'atteggiamento del Cattaneo di fronte alla diplomazia del Secondo Impero nel periodo 1852-1858 e all'intervento di Napoleone IH in Italia nel 1859.
Nell'estate del 1848, presa ormai la via dell'esilio, Cattaneo, assieme ai mazziniani Lodovico Frapolli e Gaetano Lizabe Ruffoni, si era recato a Parigi per sollecitare l'aiuto della Francia repubblicana ai democratici italiani nella lotta contro l'Austria. In seguito, nei suoi scritti sulla rivoluzione del 1848, Cattaneo aveva espresso un certo rammarico per il mancato accordo fra gli elementi democratici e repubblicani in Italia e in Francia, assumendo così,
i) Par una rassegna recente di studi oattaneaid, si veda SERGIO Là SALVIA. GU studi sul Cattaneo negli ultimi ventanni, in Rassegna storica del Risorgimento, ottobre-dicembre 1969, pp. 557-575. Por uno studio del Cattaneo politico dalla sua giovinezza nella Milano della Restaurazione all'unità d'Italia, ri veda CLARA M. LOVETT, Carlo Cat­taneo and the Politics oj tìie Risorgimento, 1820-1860, Austin, Texas, 1970, manoscritto premiato dalla Society for Italioti Historical Studies nel dicembre 1970.
2) Gin nei 1958 Luigi AmbroBoli denunciava questa tendenza ad esagerare le virtù politiche del Cattaneo (Rassegna cattaneanOf in Giornale storico della letteratura ita-fórno, a. CXXXV (1958), PP- 404415.